domenica 29 novembre 2015

Avete un fisico da FERRARI o da 500?


Avrei voluto avere un fisico da Ferrari, di quelli che possono fare tutto senza mai ammalarsi, invece ho un fisico da 500, forse Abarth, ma sempre 500 ed un cervello da Ferrari !
Questa definizione mi fu data tanti anni fa da un medico che mi raccomandava di non aspettare ad ammalarmi per riposare: "Lei ha un cervello che viaggia come una Ferrari, ma non va d'accordo con il suo fisico che ha le caratteristiche di una 500..non si deve strapazzare troppo fino a quando il suo fisico dice stop!"


E' vero ci ho riflettuto tutte le volte che mi ammalo...non so fermarmi a tempo non so riposare, voglio sempre farle tutte all'insegna del "Ce la posso fare".
La mia volontà è di ferro, ma tutto il resto è di latta ah ah ah
Così ci ha pensato lui, il mio fisico e mi ha fatto venire una faringite tremenda con febbre a 39, per darmi una calmatina.
Oggi sto meglio ed ho pensato che ha ragione lui, lo strapazzo troppo, lo diceva anche la nonna Beppina "Ti strapazzi troppo, non ti strapazzare", ma io dura non le davo retta ed allora mi ammalavo spesso da bambina.
Tutto sommato essere un po'malatina, che tutti si preoccupano per te, mi piace anche.
Quando ero piccola le malattie duravano minimo una settimana.
La febbre non si stroncava subito come si fa adesso, doveva venire per ricreare gli anticorpi.
Mi ricordo ancora l'odore di aceto delle "pezzette" bagnate in acqua fredda ed aceto che mi tenevano sulla fronte mentre io "vaneggiavo" con la febbre alta vedendo figure mostruose sul lampadario di camera della mamma.
Con la febbre alta non si mangiava, solo cucchiaiatine di spremuta ed acqua zuccherata.
Il giorno dopo si mangiava una minestrina fatta con brodo di pollo, rigorosamente  fatto mantenendo la pelle che ha potere antibiotico, non come adesso che si sgrassa tutto perché mangiamo light.
Quando la febbre era passata, si poteva alzarsi , rimanendo però in camera che era più calda delle altre stanze, noi lo avevamo, ma non tutti avevano il riscaldamento e se lo avevano, si teneva basso per risparmiare e la casa era sempre piuttosto fredda.
La malattia doveva fare il suo corso, poi seguiva la convalescenza.
Tutte cose dimenticate, oggi si va fuori con la febbre, i dottori ti curano per telefono, i pediatri fanno portare i bimbi malati in studio, nessuno viene più a casa almeno che tu non sia molto malato, o a pagamento con medici privati.
Era così bello aspettare il dottore!
La nonna metteva le lenzuola pulite, preparava un bel fazzoletto bianco che serviva al dottore per auscultare i bronchi ed i polmoni con il suo orecchio esperto o con una specie di trombetta di legno. Una sedia era sempre pronta accanto al letto, il dottore si sedeva con calma e chiedeva che sintomi avevamo...tutto molto serenamente.
Dopo la visita un bell'asciugamano pulito, per asciugarsi le mani, lo aspettava in bagno e se lo voleva c'era sempre il caffè pronto.
Scriveva la ricetta con una bellissima calligrafia, dove prescriveva cure e soprattutto il riposo!
Riposare....parola ormai dimenticata, siamo tutti  di corsa.
Non esiste più un medico che ti visiti con calma almeno che non si spenda 100 euro, ad andare bene, con una visita privata.
Allora abbiamo imparato a curarsi da soli, con l'esperienza ed anche perché ci fidiamo il giusto di tutte queste visite frettolose.
Sono una sostenitrice dell'omeopatia ed anche naturopatia, ne faccio molto uso e sento che il mio fisico lo gradisce più che della chimica, ma oggi senza l'antibiotico non potevo fare ed ho ceduto.
La febbre non c'è più, ma rimango a letto, forse domani ricomincero'il mio tran tran se sto meglio.
Ma se dicono che da vecchi si ritorna bambini, forse è meglio che approfitti di questa malattia per stare un po' di giorni a fare la malata e forse come da bambina farò la convalescenza...un po' di lettura, un po' di televisione, con voi sul tablet...cose semplici che le mie le amiche della mia età,  fanno regolarmente e che io non ho ancora imparato a fare, ma chissà forse..."Ce la posso fare" !
Buona domenica dalla vostra nonna Pat❤

domenica 22 novembre 2015

Quanto bene ti vuoi?

Io mi voglio molto bene!
Si è un affermazione forte, sembra presuntuosa, contestabile da chi non è mai contento di se stesso, da chi si lamenta di tutto, lo capisco , ma credo che tutti dovrebbero imparare a volersi bene!
Stamattina qualcuno che mi legge non sarà d'accordo con me, chi invece la pensa come me ,capirà bene la mia affermazione!
Volersi bene è un dovere, volersi bene serve a far star bene se stessi ed anche gli altri .
Molti non lo capiscono, non si amano e non riescono ad amare ed a farsi amare.
Il volersi bene non deve essere scambiato per menefreghismo o superficialità, anzi è un atto d'amore, anche nei comandamenti ci viene chiesto di amare il nostro prossimo come noi stessi.Non è facile metterlo in pratica nei confronti di tutto il prossimo, saremmo dei santi, ma cercare di essere equilibrati, non portare rancore, lasciar perdere, quasi ignorare ciò che ti ferisce è volersi bene, per non ferirsi e non ferire gli altri.





Se non riusciamo ad amarsi ad accettarsi, se non riusciamo a sopportare e cercare di correggere i nostri difetti, non riusciamo neppure a creare un buon rapporto con altri, non riusciremo ad amare con la stessa intensità con cui ci amiamo.
Non è egoismo e neppure sano egoismo come a volte si dice per giustificare alcune azioni.
Volersi bene è anche saper donare se stessi agli altri con positività.
Non so se si nasce o se si impara con la vita ,a capire che ci dobbiamo amare tanto, per poter sopportare le avversità , per aiutare i nostri figli a diventare positivi ed equilibrati, non strafottenti, non superiori, ma disponibili verso il prossimo , non chiudendosi, ma allargando  ad altri quella spinta che senti dentro di te e che ogni mattina ed ogni sera ti fa ringraziare Dio di averti fatto esistere con tutte le bellezze e le bruttezze da affrontare, ma esserci..finche Lui vorrà .
Esserci con tutto l'amore che puoi dare e trarre da ciò che ti circonda, la tua famiglia, i tuoi amici..i tuoi interessi, le tue ansie , le tue preoccupazioni, che puoi superare solo volendoti un gran bene.

Quella stupenda lettera scritta di un padre ai terroristi, divenuta famosa che diceva:
 Non avrete il mio odio .....è un grande atto di amore verso il figlio e verso se stesso...è un volersi bene a tutti i costi anche quando ti sta crollando il mondo addosso ,è un grande insegnamento da recepire !!

Da anziani ancor di più bisogna volersi bene, per non pesare sugli altri, per non essere lamentosi, per essere di esempio e di sprone alle preoccupazioni che ogni giorno anche i nostri figli incontrano,per aiutare i nipoti ad avviarsi verso la vita adulta , superando le varie ansie giovanili.
Mio padre mi è stato di grande esempio,si voleva molto bene ed era anche tanto generoso
Mangiava bene, si riguardava per non ammalarsi troppo  per non pesare su di me, non si lamentava mai della solitudine, sapeva impiegare il suo tempo tra leggere e scrivere e conversare, finché ha potuto.
Ci ha lasciato tanti anneddoti, insegnamenti, modi di dire.
Su una  sua frase però non sono d'accordo:"Dopo di me finisce il mondo"diceva spesso .
Il mondo continua a girare  anche quando non ci saremo più, ma se hai seminato bene,se hai lasciato tanto amore se hai cercato di comportarti bene, il tuo ricordo positivo continuerà a girare insieme a chi ti ha voluto bene, in questo pazzo mondo.!
Buona domenica dalla vostra nonna Pat

sabato 21 novembre 2015

COSCIA DI TACCHINO AL FORNO CON PATATE OLIVE E POMODORI SECCHI

Quanti pomodori secchi avevi in casa ?
Sicuramente questa settimana qualcuno di voi se lo chiederà.
 Ho fatto 3 ricette con pomodori secchi.
È vero, mi piacciono e ne ho sempre in casa, perciò oggi anche in questa ricetta li usiamo.




COSCIA DI TACCHINO AL FORNO CON PATATE, OLIVE E POMODORI SECCHI



Ingredienti:
Una coscia di tacchino (farla intaccare dal macellaio, cuoce meglio)
4 patate
10 pomodori secchi
olive taggische, io ho usato delle olive del nostro unico olivo fatte in forno.
uno spicchio di aglio vestito
salvia, rosmarino
olio, sale pepe



Massaggiare la coscia di tacchino, con sale pepe, rosmarino, salvia tritati e poco olio, poi porre in una pirofila con filo di olio e mezzo bicchiere di acqua.


Coprire con carta forno o argento e mettere in forno a 200 gradi per circa 20 minuti.
Controllare se la cottura è a buon punto, la coscia deve ssere rosolata e morbida, a questo punto aggiungere le patate le olive ed i pomodori, rimettere in forno ancora coperto.


Dopo altri 15 minuti scoprire e far cuocere altri 5 minuti per dare la rosolatura finale.


Avrete fatto un ottimo arrosto con contorno, velocemente, con facilità e spendendo pochissimo....un figurone assicurato.


Buon appetito dalla vostra nonna Pat

venerdì 20 novembre 2015

FILETTI DI MERLUZZO CON PATATE E POMODORI SECCHI

Ho una vera passione per i pomodori secchi , li compro e poi li metto sott'olio
 A volte li compro già pronti, ma se avessi tempo in estate li farei  seccare al sole e li preparerei come faceva mia suocera .
Mi aiutano in tanti piatti in cucina e tutti in casa li gradiscono.
Oggi li facciamo con il merluzzo.




FILETTI DI MERLUZZO CON PATATE E POMODORI SECCHI





per 4 persone
Ingredienti
2 grossi filetti di merluzzo
pomodori secchi , già ammorbiditi nell'olio
4 patate
olio ,sale , pepe
(se gradite aglio o scalogno da mettere insieme )




Se non li avete già pronti, far ammorbidire i pomodori secchi in olio origano e sale ..per 1 giorno .
Tagliare il merluzzo a pezzi  e farlo insaporire con poco olio sale pepe, nel frattempo in una pirofila , mettere le patate a spicchi ,salare e portare a metà cottura in forno a 200 gradi.
Togliere la  teglia dal forno e porre i pezzi di merluzzo ed i pomodori secchi a pezzetti,
Rimettere tutto in forno e finire la cottura per circa 10 minuti.
Anche questa è una ricetta sempèlice e sana , come piace a me ...e spero a voi !!

Buon appetito dalla vostra nonna Pat

PASTA E CECI A MODO MIO

La vera minestra di pasta e ceci sarebbe con la passata di ceci e la pasta grossa tipo ditaloni .
Io ne ho fatta questa versione a modo mio ..semplicissima e veloce !!



PASTA E CECI A MODO MIO




500g di ceci cotti
pasta a vostro piacere io ho fatto mezze penne
aglio e rosmarino
olio sale e pepe





Semplicemente , mettere i ceci  già cotti, con un pò di acqua di cottura, la "broda", in un tegame con 2 spicchi di aglio ed un rametto di ramerino e poco olio.
Far scaldare  salare e far insaporire .
Intanto cuocere la pasta al dente , poi trasferire nella padella dei ceci, finire la cottura e servire con olio nuovo e spolverata di pepe !



E' un modo molto sano di mangiare pasta e ceci ...semplicemente .
Se volete qualcosa di più casereccio della cucina toscana vi consiglio di ricercare la mia ricetta :
" Passatina di ceci "...ottimissima !!!

Buon appetito dalla vostra nonna Pat

martedì 17 novembre 2015

TORTA SEMPLICE PER COLAZIONE

Capita spesso di voler fare colazione in casa con qualcosa di molto semplice e casalingo.
Questa è una tortina che faccio spesso veloce e buona.



TORTA SEMPLICE PER COLAZIONE




Ingredienti:
250  farina 00
150 burro
150 zucchero
2 uova intere
1 tuorlo
1 cucchiaino lievito per dolci
buccia limone grattugiata
250 confettura
zucchero a velo 



Mettere farina ,zucchero limone grattugiato le uova, lievito ,pizzico di sale più burro a tocchetti  in una ciotola o nel robot .



 Mescolare il tutto , fino ad avere una crema morbida .


Imburrare una teglia di 24/26 cm aggiungere composto , mettendone un pò da parte .



Con un cucchiaino bagnato praticare tantissime fossette nell'impasto metterci la confettura, poi aggiungere impasto rimasto e livellare ( fate ancora più fossette di me , verrà più buono).



Porre in forno caldo statico a 180 gradi per 35 minuti.


Sfornare , far riposare poi conspargere di zucchero a velo ....io uso questi dischi,che sono molto carini per variare l'aspetto del dolce.







Buon dolcetto dalla vostra nonna Pat

domenica 15 novembre 2015

UNA SETTIMANA PARTICOLARE

E'stata una settimana diversa dalle altre.
Avevo iniziato così il mio racconto di oggi, volevo solo parlarvi di gioia, della gioia vissuta attraverso la visita del Papa, poi venerdì è successo il disastro di Parigi e mi sono chiesta se era giusto pubblicare il racconto che avevo preparato od era meglio scegliere il silenzio.
Ho pensato che in tanto dolore, parlare di un momento sereno , poteva solo essere di aiuto per capire che non dobbiamo mai perdere la speranza, lasciare posto alla cattiveria di chi non la pensa come noi.
Perciò ho deciso di pubblicare questo post, come un messaggio positivo in rispetto delle nostre idee cristiane e sopratutto libertà di pensiero e di espressione!


E'stata una settimana diversa dalle altre,preceduta da tanta attesa per la visita del Papa , iniziata con un lunedì di stupore per la bellezza della città che attende, seguita da una notte  quasi insonne .
Un martedi che anche se segnato solo da 1 ora della Sua visita, ha dato inizio a sentimenti bellissimi ed emozioni vissute dopo la venuta, nel riguardare foto o rilascoltare discorsi.
Quando è venuto Papa Giovanni Paolo II nel 1986, non ho avuto la stessa emozione pur avendolo avuto anche quella volta vicinissimo.
Forse ero più giovane, forse non avevo la fede  di adesso, una fede aumentata , non per l'età, ma legata a tanti episodi avvenuti negli ultimi 18 anni.
Papa Giovanni Paolo era grande , un Papa ineguagliabile.
Si pensava che nessuno lo avrebbe potuto sostituire, finché non è arrivato Papa Francesco.
Ha conquistato tutti fin dall'inizio con il suo "Buongiorno"
I suoi discorsi arrivano sempre nel momento in cui , noi vorremmo sentire proprio quelle parole.
Mi ha commossa quando disse che in famiglia  bastano 3 parole per andare d'accordo:
"Permesso ,grazie, scusa"...3 semplicissime parole , che per molti sono difficili da dire anche se si sa che possono aprire porte , cuori ed incomprensioni.

Tra le tante cose che ha detto o scritto, mi ha colpito in modo particolare un Suo pensiero che ho letto in questi giorni
L'ho letto e riletto , ci ho riflettuto ad ogni passo e credo che se ognuno,credente o non credente,si rispecchiasse in queste parole, saremmo tutti più sereni.
Questa domenica il mio racconto finisce qui, voglio regalarvi questo pensiero di Papa Francesco,con l'augurio che la lettura di queste semplici e grandi frasi, vi diano serenità e la forza per superare i problemi che ogni giorno dobbiamo affontare!
Buona domenica dalla vostra nonna Pat❤



"Puoi aver difetti, essere ansioso e vivere qualche volta irritato, ma non dimenticate che la tua vita è la più grande azienda al mondo. Solo tu puoi impedirle che vada in declino.In molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano.Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
Essere felici è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi.
Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell'anonimato.Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide, incomprensioni e periodi di crisi.Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado viaggiare dentro il proprio essere.
Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia.È attraversare deserti fuori di sé, ma essere in grado di trovare un'oasi nei recessi della nostra anima.
È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici non è avere paura dei propri sentimenti.
È saper parlare di sé.
È aver coraggio per ascoltare un "No".
È sentirsi sicuri nel ricevere una critica, anche se ingiusta.
È baciare i figli, coccolare i genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci feriscono.
Essere felici è lasciar vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.
È aver la maturità per poter dire: “Mi sono sbagliato”.
È avere il coraggio di dire: “Perdonami”.
È avere la sensibilità per esprimere: “Ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire: “Ti amo”.
Che la tua vita diventi un giardino di opportunità per essere felice ...
Che nelle tue primavere sii amante della gioia.
Che nei tuoi inverni sii amico della saggezza.
E che quando sbagli strada, inizi tutto daccapo.
Poiché così sarai più appassionato per la vita.
E scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta.Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza.
Utilizzare le perdite per affinare la pazienza.
Utilizzare gli errori per scolpire la serenità.
Utilizzare il dolore per lapidare il piacere.
Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell'intelligenza.
Non mollare mai ....
Non rinunciare mai alle persone che ami.
Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!"
Papa FRANCESCO ..

sabato 14 novembre 2015

CROSTATA DI FROLLA ALLE NOCCIOLE E MARMELLATA DI FRAGOLE

Adoro le crostate, mi piace  farle perché so che è un dolce che in famiglia piace a tutti.
Questa è venuta buonissima grazie ad un dettaglio:La Frolla alle nocciole !



CROSTATA DI FROLLA ALLE NOCCIOLE E MARMELLATA DI FRAGOLE

Nella foto c'è anche lo zucchero semolato , ma serve solo quello di canna

Ingredienti:
300 grammi di farina 00
(La ricetta richiedeva 250 farina 00 e 50 di kamut...ma non lo avevo)
un uovo intero ed un tuorlo
65 g di zucchero di canna
130 g di burro
scorza di arancia
un cucchiaino di lievito


Marmellata a piacere oppure se gradite potrete fare una composta di mele cotte  e caramellate con zucchero e poca acqua...io ho preferito la marmellata perché ad una nipotina non piacciono mele cotte.



Nel frullatore mettere le nocciole lo zucchero e la scorza di arancia.


Far frullare finemente, poi aggiungere gli altri ingredienti.


Risulterà un composto bricioloso che ricomporrete facendone una palla che va tenuta in frigo almeno 15 minuti.


Dopo questo tempo, stendere la pasta frolla con il matterello, se necessario aiutarvi con poca farina sul matterello e spianatoia.
Porre un terzo della frolla in una tortiera, rivestita di carta forno che prima avrete bagnata e strizzata, per far aderire meglio alla teglia.


Ricoprire con la marmellata, ne ho usata quasi un barattolo .



Con delle formine ricavare dalla frolla rimasta, dei cuori , stelle , lune che deporrete sulla marmellata secondo la vostra fantasia.


Cuocere in forno caldo statico a 180 gradi per 15 minuti  dopo alzare a 200 gradi per altri 10 minuti , che dovrebbero bastare per la doratura e per far rapprendere la marmellata.
Ho aggiunto alla fine anche delle nocciole che hanno dato un tocco in più .



Far riposare almeno 20 minuti prima di servire...ottima anche il giorno dopo.


Buon coccola dolce, dalla vostra nonna Pat❤


venerdì 13 novembre 2015

CASERECCE AL RADICCHIO TREVIGIANO E GORGONZOLA

Il gorgonzola  è uno dei formaggi che amo di più e ne compro sempre troppo,allora lo riuso in varie ricette più o meno complicate , questa è una di quelle facilissime !!






CASERECCE CON RADICCHIO TREVIGIANO E GORGONZOLA







Ingredienti
Casarecce o la pasta che preferite
2 cucchiai di gorgonzola
un cespo radicchio
mezza cipolla dorata o scalogno
mezzo bicchiere vino
olio, sale pepe





In una padella , far imbiondire la cipolla tagliata fine ed aggiungere poco dopo il radicchio a pezzetti



Appena è ben insaporito aggiungere il vino bianco , far ritirare, se necessario agg. poca acqua della pasta salare e pepare. Spengere ed aggiungere il gorgonzola , che piano piano si amalgamerà al radicchio
Mettere la pasta non troppo asciutta .


Mantecare il tutto e servire con  una noce di gorgonzola e pepe se lo gradite.
Semplice semplice , come piace a me e spero a voi !




Buon appetito dalla vostra nonna Pat

mercoledì 11 novembre 2015

CARBONARA CON RAPE SALSICCIA E MOZZARELLA

Questa ricetta è nata sempre dal suggerimento dell'ortolano che mi ha venduto le Rape a Torino, una persona gentilissima e molto esperto di cucina...la mozzarella l'ho aggiunta io perchè era lì in frigo che mi guardava ...ed ho pensato di farla felice ,unendola alla carbonara !!





CARBONARA CON RAPE  SALSICCIA E MOZZARELLA






Ingredienti :
Spaghetti
1 rapa a pezzettini
1 salsiccia
1 uovo intero ed un tuorlo
poca mozzarella , ma solo perchè l'avevo in frigo da finire , altrimenti preferisco il parmigiano
sale pepe
olio ,aglio



Tagliare a pezzetti piccoli la rapa e mettere in una padella con spicchio di aglio,
far insaporire e cuocere velocemente salare poco perchè poi aggiungiamo la salsiccia a pezzettini.
In una scodella sbattere un uovo ed un tuorlo , salare, ed aggiungere parmigiano
Scolare spaghetti , amalgamarli con le rape e la salsiccia , poi spengere ed aggiungere l'uovo sbattuito  far insaporire velocemente e servire !!
Buon appetito dalla vostra nonna Pat


domenica 8 novembre 2015

Un sogno dentro un sacchetto di mele cotogne!

Sono diverse mattine che faccio colazione con la marmellata di mele cotogne che vi ho postato.
Solo il primo giorno le ho mangiate con le fette biscottate, poi mi è tornata in mente la bella fetta di pane arrostito, che la nonna Olimpia mi riempiva con la sua meravigliosa cotognata ed ho ripreso questa abitudine!




Appena ho assaggiato la marmellata che ho fatto per la prima volta, mi si è presentata davanti lei , nonna Olimpia, con il suo bel grembiule bianco e la sua bella cucina profumata di caffè , che si affacciava sui campi di Ponte a Mensola, dove ho passato tante belle domeniche come vi ho raccontato .
E'stata una settimana di sensazioni, di ricordi ed anche di sogni.
Non vi ho mai raccontato che mio padre, dopo che la mamma volò in cielo, tutte le domeniche mattina andava a trovarla al cimitero, poi girava nei dintorni di Settignano, Vincigliata e Fiesole , posti che amava.
Li trovò un piccolo terreno agricolo a 10 minuti dal cimitero e lo comprò.
Ci andava in estate qualche domenica pomeriggio, si portava una sedia pieghevole e stava là a leggere il giornale.Quando era anziano lo voleva vendere, ma io non volli, valeva poco, ma sapere che lui lo aveva amato, mi faceva piacere tenerlo.
Poi anche io me ne sono un po'dimenticata, fino alla scorsa settimana.
 Eravamo al cimitero , siamo andati di venerdì, quest'anno pensavamo di non tornare per Ognissanti per un anno volevamo cambiare la tradizione.
E'suonato il mio cellulare ,era un signore che abita sotto a quel terreno che mi avvertiva che c'era un albero secco che era caduto.Abbiamo detto, che saremmo andati subito.
Lui mi ha risposto"No oggi e domani sono fuori, venite domenica mattina, tanto sicuramente per Ognissanti, tornerete al cimitero!"Ho fissato per la domenica, ed io e mio marito ci siamo guardati ed abbiamo detto ridendo "Orazio, anche quest'anno ha trovato il modo di farci essere qui"
La domenica siamo arrivati in anticipo all'appuntamento, il terreno deve essere ripulito , non pensavamo di trovarlo così. Mentre lo ossservavamo è passato un uomo con un Ape verde, si è fermato.
Mi ha chiesto se ero la figlia del Tangocci e parlava con molta simpatia del babbo.
Mi sono appoggiata allApe ed ho visto un grosso sacco di mele cotogne...lui se ne è accorto,mi ha chiesto se ne volevo un po'"Ne prenda quante ne vuole, io ho il terreno accanto a quello del suo babbo , qui le mele cotogne vengono benissimo!"
Ho ringraziato, senza farci molto caso, non conoscevo il sapore di quelle mele ed ero solo preoccupata di come far ripulire quel terreno.






Dopo aver parlato con il signore della casa sotto, siamo andati come ogni anno a pranzo fuori e dopo al cimitero.Il giorno dopo ho fatto la marmellata e ho subito riconosciuto in quel sapore antico, "La cotognata di nonna Olimpia ", la mamma del babbo.
Mi si è aperto un mondo lontano, ed è iniziato a balenare nella mente, l'idea di piantare meli cotogni nel piccolo terreno dimenticato
Sto accarezzando il sogno, che un giorno, le mie nipoti vadano là a cogliere quelle mele e ritrovino come ho ritrovato io il profumo ed il sapore di una fetta di pane fatta un tempo da nonna Olimpia e per loro da nonna Pat!
Forse non è stata un idea mia, forse il mio babbo dopo tanto tempo ha capito cosa fare di quel terreno e da quella telefonata, è iniziato questo semplice progetto che ora mi frulla in mente.
Vedo lui seduto sulla sedia pieghevole sotto un immaginario albero di mele cotogne mentre io e la nonna Olimpia  facciamo fette con marmellata per le nostre nipoti ...e lui che ride contento !
Quando riesci a tirar fuori un sogno da un  semplice sacchetto di mele , ti accorgi quanto è bella la vita!
Buona domenica dalla vostra nonna Pat❤

sabato 7 novembre 2015

FILETTO DI MAIALE CON MELE E PATATE AMERICANE

Da un pò di tempo quando sono a giro , mi fermo volentieri nei negozi di ortolano o di cose da mangiare ..prima solo boutique di abiti , ora solo boutique di cibo ah ah
A Fiesole c'è un delizioso orrtolano , con una signora simpaticissima ,che ha chiamato il suo regno:
"L'Orto delle meraviglie", vi posto un paio di foto per vedere questa chicca.
Qui tra le varie cose ho comprato "Le patate americane", che lei mi ha consigliato di fare con il maiale,ne è venuta fuori una ricetta deliziosa, dal gusto un pò insolito !



FILETTO DI MAIALE CON MELE E PATATE AMERICANE




Ingredienti:
Un filetto di maiale
2 patate americane
1 mela
aglio vestito
aceto balsamico
olio,sale,pepe


Le patate americane sono del colore della zucca,un pò più dolci e con il maiale e le mele,sono perfette.




In una pirofila mettere il filetto di maiale dopo averlo massaggiato con sale e pepe, e spruzzato di aceto balsamico. Aggiungere le patate sbucciate e fatte a pezzi, condire il tutto con olio lo spicchio di aglio vestito ,aggiungere poca acqua ,coprire con carta forno o argento e mettere in forno a 220 gradi per 15 minuti.



Guardare se dopo questo tempo il filetto è arrosellito, allora girarlo ed aggiungere le mele a pezzetti, rimettere in forno scoperto per altri 10 minuti.




Togliere e servire le fettine delicate del filetto con le patate e mele , sono certa che questo sapore nuovo vi piacerà !!







Buon appetito dalla vostra nonna Pat❤
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