domenica 25 giugno 2017

Quel concorso non lo vinsi, ma ci volevo provare per amore!

Quando la mamma stava bene facevamo una vita quasi normale, quando invece aveva i momenti no, il mio parco giochi era il suo letto!
Mi piaceva tanto quella grande camera, con il lettone in mezzo, dove la mamma stava ferma ed io giocavo intorno a lei, non ho mai pensato che fosse una cosa triste, giocare sul lettone o in camera della mamma anzi mi piaceva moltissimo, la consideravo una casa più che una camera.
Se lei era a letto ed io non ero a scuola, facevamo colazione nel lettone, anche il babbo veniva a prendere il caffè dalla mamma.
Il pomeriggio poi arrivavano il nonno Baldo e la nonna Beppina che si sedevano nelle poltroncine ai lati del letto, a far compagnia alla mamma ed io facevo finta di fare loro il thé, anzi lo prendevamo tutti davvero e la camera si trasformava per me in un salottino da thé.
A volte veniva anche la cugina "zitella" della mamma a raccontare i suoi problemi d'amore..ed ancora thé...io mentre loro parlavano, giocavo alle signore, ma registravo accuratamente tutto per raccontarlo a voi in questo blog...dopo 50 anni ah ah ah

La domenica il babbo portava alla mamma il giornale, i pasticcini, e la rivista preferita della mamma, OGGI.
Credo che fossero i primi numeri che uscivano ed io mi accovacciavo accanto a lei e mi facevo spiegare le figure, le notizie, commentavamo gli abiti...poi un giorno vidi che in un intera pagina c'era una torre altissima e chiesi alla mamma spiegazioni.
Mi disse che in quell'articolo parlavano di Parigi che quella era la Tour Eiffel e che quel tagliando in fondo era per partecipare ad un concorso, si doveva spedire una foto, se fosse stata scelta si vinceva un viaggio a Parigi.

La mia fantasia si mise in moto, avevo una foto che mi piaceva tanto con una borsa della mamna sottobraccio...ero sicura che se la nonna Beppina mi avesse aiutato, potevo vincere quel concorso e fare una bella sorpresa alla mamma e con lei saremmo andate a Parigi.

Riguardando adesso questa foto, mi faccio tenerezza...ma come potevo sperare di vincere?
Se l'ho ritrovata nella famosa valigetta blu, vuol dire che la nonna sicuramente non la spedì mai, ma io ero così contenta perché di nascosto alla mamma avevo ritagliato il tagliando e consegnato alla nonna, sicura che lei avrebbe fatto quello che io non sapevo fare.
Quando la mamma diceva al babbo: "Orazio, ma come è bella la nostra bambina?"
Il babbo rispondeva: "Bella? Ma dove bella?... è un SIMPATICO SPINACINO ah ah ah"
Vedi come e'secca"

Riguardo con attenzione questa foto... aveva ragione il babbo...
ma io che avevo letto la storia dell'anatroccolo che si trasformò in cigno, con la mia fervida fantasia ed il mio inguaribile ottimismo, avrò sicuramente pensato che quella foto di Simpatico Spinacino, per amore si sarebbe trasformata in un ALBERO MERAVIGLIOSO...per far un bel regalo alla sua mamma !♥

....e la storia della nonna cantasorie continua alla prossima puntata!

Buona domenica dalla vs nonna Pat...non più tanto Spinacino, ma spero simpatica ♥

domenica 18 giugno 2017

19 giugno 1957

l'ultima foto che ho con mia mamma...
lei indossava
la gonna di lino azzurra ..
I miei genitori, se la mamma stava bene, amavano molto viaggiare...il 18 giugno erano tornati da un viaggio, mi avevano portato dei regali...ero MOLTO FELICE!
Prima di andare a letto hanno messo un disco ed hanno ballato mentre io e la nonna Beppina che era rimasta a dormire da noi, ridevamo quando la mamma faceva una grande ruota con la sua bella gonna di lino azzurra...e  quando il babbo le faceva fare il casquet!

( io non voglio più ascoltarla...ma la canzone che ballavano era "Lisboa Antiga", potete sentirla QUI...)

"E' tardi amore andiamo a letto, domani stiamo tutto il giorno insieme" disse la mamma.
Mente mi dava il bacio della buonanotte...le dissi
"Mamma grazie dei regali, ti voglio bene, sono TANTO FELICE!"



Sono sempe stata molto mattiniera e la mattina dopo che era sabato, io e la nonna ci alzammo presto, e quando finimmo di fare colazione, suonò il campanello.
Era un frate cappuccino, di quelli che andavano nelle case chiedere l'elemosina.
La nonna non aveva soldi ed io le dissi: "vado a chiederli alla mamma"... "non li svegliare!" disse la nonna...ma io ero già in camera dei miei genitori.
"Mamma svegliati per favore hai degli spiccioli da qualche parte?"
Non mi rispose.

Allora andai dal babbo "Babbo la mamma non risponde...hai...."
Non mi fece finire, saltò sul letto, sembrava un pazzo...io non capivo ma lui chiamava la mamma urlando il suo nome....era successo quello che lui temeva...perchè era malata di cuore!

Basta così.

NON  VOGLIO E NON POSSO CONTINUARE...

Ve l'ho voluto solo raccontare perché, se vi chiedete perché rispondo sempre "Sono contenta" e mai "sono felice"... adesso sapete la ragione.
E se ai miei figli ,alle mie nipoti ed alle mie più care amiche dico sempre di non andare mai a letto senza aver detto "ti voglio bene" oppure di non rimandare al domani per dirlo...ora sapete perché

Io non l'ho più voluta usare la parola FELICE...anche se nella vita lo sono stata tanto e lo sono tuttora...ma sono tanto CONTENTA di averlo detto tante volte quella sera alla mia mamma!

Buona domenica...dalla vosta nonna Pat
...che e' tanto contenta di stare con voi!
♥♥♥
PS: la prossima storia, giuro, sarà da ridere!


Lido di Venezia, vacanze indimenticabili!

Ho già detto che ai miei genitori piaceva molto viaggiare, ma i viaggi con il babbo avevano sempre uno scopo che lui adorava, che io non amavo, e che la mamma sopportava pur di farlo contento....si andava in vacanza dove c'era il Casinò...lui in quel periodo era un giocatore accanito.
IO ODIO LE CARTE e qualsiasi tipo di gioco....forse per reazione, ma se mi portavano a Venezia al Lido, ero veramente contenta.
Se avete letto il mio racconto "Gusto e buongusto", sapete che ero molto attratta dalle cose belle da piccola e quel luogo, in quel periodo era meraviglioso, mi sentivo una principessa, la spiaggia pulitissima, i lettini che sembravano matrimoniali da come erano grandi ed io che potevo indossare il "prendisole"un graziosissimo abitino corto con le spalle nude, che la mamma mi faceva cucire dalla sua sarta appositamente per l'occasione
Andare in quella spiaggia che io consideravo"da ricchi" era veramente per me il massimo della gioia.
Il babbo come nei film degli anni 50, veniva in spiaggia solo vestito, non ha mai amato il mare, veniva per far piacere alla mamma, ma non vedeva l'ora di andare verso il suo giorno fortunato, al Casinò!

Io e la mamma abbiamo sempre amato il mare, ci stendevamo sul "lettone" grogiolandoci al sole, io contenta di avere il prendisole con costumino della stessa stoffa....
e finalmente NON DI LANA ah ah
Lei stava un po'al sole un po'all'ombra, ma sempre con l'ansia che il babbo tornasse dicendo che aveva perso....allora era così nervoso che non bastava neppure il pensiero del mio bel prendisole, a farmi essere serena, perché lui era intrattabile e la serata cambiava direzione!

Se invece aveva vinto, era allegrissimo, mi comprava regali, si festeggiava, ma io che ero una bambina molto giudiziosa, non amavo questi cambiamenti e dicevo sempre al babbo che non era un bel posto il Casinò....e quando perdeva, pensavo che forse era meglio se avessimo fatto come le mie amiche che non sapevano dove era Venezia, e passavano le vacanze sulla riva dell'Arno a mangiare un panino con la mortadella e giocare a palla con i loro babbi!

Ma i miei genitori non erano tipi da panini sull'Arno ah ah...
Forse meglio così almeno mi hanno fatto fare una bella vita finché è stato possibile!

Una mattina presto il babbo si è alzato ed è uscito, io e la mamma siamo rimaste abbracciate nel lettone a dormicchiare tranquille a finestra chiusa per non svegliarci .
Dopo un po' si è aperta la porta ed è entrata una figura nel buio con una testa completamente rasata che brillava nella luce che arrivava dal corridoio dell'albergo.
Io e la mamma abbiamo urlato contemporaneamente, si è accesa la luce ed abbiamo visto il babbo, che si era fatto rasare completamente la testa.
Aveva sempre avuto pochi capelli, ma così non lo riconoscevo!

Era tutto contento ha detto che poiché la sera prima aveva vinto parecchio, lui prima di giocare aveva fatto il proposito che se vinceva si faceva la "rapa"!
Non mi piaceva molto, ma quella sua testa lucida mi faceva ridere e mi divertivo ad accarezzarla.....lui che pur essendo molto affettuoso, non amava essere  toccato, quella volta mi lasciò fare ridendo ed io pensai che doveva aver vinto proprio tanto....e me ne approfittai...ma sperai che insieme ai capelli gli venisse anche il giudizio di non tornare al Casinò!

Fortunatamente fui esaudita e passò anche la passione per il Casinò,quando  ne riparlavamo lui mi diceva che ero la più giudiziosa della famiglia ed aveva fatto bene a darmi retta !!!

BUONA DOMENICA CON LA STORIA DELLA VOSTRA NONNA PAT♥

giovedì 15 giugno 2017

Carbonara di zucchine

La Carbonara si può fare in mille modi, oggi, l'ho fatta con le zucchine..facile e veloce!



CARBONARA DI ZUCCHINE



Ingredienti:
Mezze penne
Zucchine qb
Tuorlo d'uovo
Parmigiano
Olio, sale, pepe


Lavare e tagliare a pezzettini le zucchine, poi farle cuocere a fuoco basso con olio aglio e poco peperoncino, se vi piace, altrimenti anche senza, finche le zucchine saranno cotte ed avranno formato un leggero sugnetto.


Intanto lessare la pasta , appena pronta metterla nel sughetto di zucchine che sarà bello caldo , ma al momento di aggiungere la pasta va spento il fuoco, perché insieme butterete anche 1 o 2 tuorli di uovo e del parmigiano, che mescolerete velocemente per formare la nostra carbonara di zucchine. ..spolveratina di pepe e pronto in tavola!
Più veloce di così. .impossibile!

Buon appetito dalla vostra nonna Pat❤

martedì 13 giugno 2017

CAPRESE CON INSALATA DI POLPO

In questa bella stagione il polpo si usa per tantissime ricette.
Oggi vi suggerisco questa semplice e veloce ricetta ,che una volta lessato il polpo, farete in pochi minuti .





CAPRESE CON INSALATA DI POLPO




1 polpo
pomodori rossi tondi
mozzarella fiordilatte
qualche gambero sgusciato
sedano
carote
finocchi
prezzemolo
olio
sale pepe



In una pentola alta mettere abbastanza acqua da far si che ricopra il polpo, aggiungere un bicchiere di aceto bianco o di mele e sale grosso.
Portare ad ebollizione e cuocere 20 minuti, poi spengnere e lasciare raffreddare il polpo nell'acqua di cottura coperto con coperchio.

Toglierlo e se il polpo è grosso potrete fare 2 ricette!!

x POLPO LESSATO semplice




Togliere 2 o tre tentacoli lessati nella parte più grossa del polpo e servirli con olio limone e ribes rosso (Anche surgelato , per dare un pò di colore)



CAPRESE DI POLPO



 Tagliare a piccoli pezzi il polpo lessato, mescolare con tutti i tipi di verdure elencate, più i gamberi sgusciati. Condire con olio pepe e sale e far riposare in frigo.

Tagliate i pomodori e la mozzarella a fette e cominciare ad impilare.



Una fetta di pomodoro, insalata di polpo,una fetta di mozzarella, ancora pomodoro,ancora mozzarella, finire con un pezzetto di polpo e fermare tutto con uno spiedino .




Se vi piace potete aggiungere una foglia di basilico ed ogni fetta salare pochissimo.
Se volete fare ancora più veloce potete anche fare la caprese evitando di fare l'insalata di polpo ed usare solo il polpo lesso condito...sarà ottima ugualmente.

Un idea fresca e scenografica, ma sopratutto buonissima!!

Buon appetito, dalla vostra nonna Pat❤

domenica 11 giugno 2017

IL BLOCCO DELLO SCRITTORE

Se fossi una persona che sa scrivere veramente bene, potrei dire che sono stata colta dal "BLOCCO  DELLO SCRITTORE"cioè che mi trovo con una pagina bianca davanti senza sapere come riempirla.
Poiché non sono uno scrittore/scrittrice, ma solo una nonna cantastorie, posso dire che questa domenica, non ho niente da raccontarvi, non ho storie da cantarvi, ho solo pensieri sparsi.



È un periodo caotico, dove comunque dedico del tempo alla lettura e sono andata ad impantanarmi in un libro che non ho ancora capito se mi piace o no!
"LA VERITÀ SUL CASO HARRY QUEBERT"...un libro di 779 pagine che secondo me potevano essere esattamente la metà ed essere un bel libro, mentre così lungo rischia di creare paranoie in chi lo legge, ma io non mollo perché se sono arrivata a pagina 618  devo assolutamente arrivare alla fine, almeno per avere la possibilità di valutare il modo di scrivere di questo giovane scrittore, che mi ha tenuta  incollata ad altre 800 pagine del suo secondo libro "I BALTIMORE"
Qualcuno di voi lo ha letto?

Marcus il protagonista, è uno scrittore di successo che non riesce più a scrivere e da li inizia una lunga storia.
Nonostante questo libro non riesca a catturarmi, ci sono dei passi che adoro, che mi fanno desiderare di saper scrivere veramente, di pensare che grande dono sia la scrittura.Lo spiega benissimo il professore di Marcus che lo sprona a ritrovare la voglia di scrivere, dicendogli che la scrittura da senso alla vita.

"La vita ha poco senso Marcus, ma gli scrittori vivono la vita più intensamente degli altri, devi scrivere per dare senso a questa minuscola, insignificante cosa che chiamiamo vita!"

"Vorrei insegnarti la scrittura Marcus, non perché tu possa imparare a scrivere, ma affinché tu possa diventare uno scrittore"
"Come si fa a sapere di essere uno scrittore, Harry?"
"Nessuno sa di essere uno scrittore, Marcus.Glielo dicono gli altri"

"Harry, come si può essere sicuri di avere sempre la forza di scrivere?"
" È come una malattia, Marcus.
Infatti la malattia degli scrittori non è non poter più scrivere, è non voler più scrivere, ma non riuscire a farne a meno"

Solo per aver potuto scoprire questi e tanti altri dialoghi sulla scrittura,è valsa la pena di continuare a leggere questo libro.
Vedremo come va a finire, molti lo hanno criticato altri lo hanno adorato.

Io ritengo che per scrivere una pagina, bisogna averne lette almeno 1000, perciò in ogni libro vado sempre a cercare qualcosa da salvare, ed anche questa volta ne ho trovate tante di frasi che mi fanno riflettere che un libro ,anche se non sempre ti prende in toto, va letto con attenzione per trovare frasi che in quel momento aspettavano solo te.

È una riflessione un po'così, ma anche la vostra nonna Pat, oggi è un po'così!
Buona domenica ed un abbraccio❤

domenica 4 giugno 2017

Voglia di ritrovare le proprie origini...

Mio padre a destra, con i suoi fratelli ed i suoi genitori.

Credo che affascini tutti sapere da dove siamo venuti, se avevamo antenati famosi, o furfanti o di sangue blu...
Fin da piccola non ho mai amato il mio cognome, lo dicevo apertamente al babbo, che sembrava si offendesse, mi volevo chiamare Terenzi come la mamma o Vieri come la nonna Olimpia....Olimpia Vieri..era il mio nome preferito...oppure Sara Terenzi...unendo nome di bisnonna e cognome di mamma....vi sarete accorti che ero rompiballe esigente anche da piccola ah ah ah.
Penso però che anche se non lo diceva il suo cognome piacesse poco anche al babbo, che fece tutta una ricerca per conoscerne l'origine e forse il cognome originale piacque anche a lui.... VANGOOTHIES....apparteneva ad un esperto di taglio di pietre preziose olandese, che fu chiamato da Lorenzo De' Medici a Firenze a lavorare per lui...e quando fu vecchio ricevette in dono delle terre nel comune di Firenze...dove non sapendolo pronunciare il Van diventò Tan...il goothies....gocci...!
Il babbo quando conobbe questa storia mi diceva"Visto siamo un po'olandesi, per questo io da piccolo ero biondo!...e sembra che abbiamo avuto dei duchi tra gli antenati...non è un gran titolo...ma meglio che nulla... e forse era per questo che lui era così signorile diceva la nonna Olimpia.
Le terre non si sa che fine abbiano fatto...ma è rimasto il cognome che da tutta la vita viene storpiato in Pangocci...Tangoni...addirittura una volta in cinese Tan go ci!


Da giovane non avevo mai pensato che mi sarebbe tanto piaciuto sapere da dove sia arrivata la storia della mia famiglia.
Anche la Fallaci, il suo meraviglioso libro "Un cappello pieno di ciliege" lo ha scritto in tarda età. Anzi, credo sia stato il suo ultimo lavoro, perché è uscito dopo che lei non c'era più.
Oriana, ha fatto una ricerca approfondita fino ad arrivare a 4 generazioni precedenti alla sua.

"Perché fossi nata, perché fossi vissuta, e chi o che cosa aveva plasmato il mosaico di persone che da un lontano giorno d'estate costituiva il mio Io" ...un passo dell'inizio del libro della Fallaci


Ho amato molto il libro di Oriana che mi ha fatto compagnia per i 2 mesi della malattia del babbo..l'ho letto con molta calma le 850 pagine...mentre lui riposava o mentre cercavo un po' di svago dal 15 giugno al 31 agosto di 6 anni fa.

Lui se ne stava andando ed io lo accudivo, lo coccolavo... mi diceva "sono diventato il tuo bambino...mi fido solo di te!"
Mi guardava con quegli occhi che sapevano parlare anche quando la parola lo aveva abbandonato... mi interrogavano...mi coccolavano ...mi volevano consolare...ed io che non sapevo a cosa attaccarmi per non piangere...mi tuffavo in questo libro...nella speranza di ritrovare le mie origini...per non sentirmi sola!

Dopo che se ne è andato, mi sono riappropriata del MIO COGNOME ...non ero più ...
Patrizia Bardazzi...come tutti a Prato mi conoscevano...dal 31 agosto 2008 mi sono riappropriata della mia vera identità e PATRIZIA TANGOCCI è diventato per me il cognome più bello del mondo in onore e ricordo di mio padre e delle origini della mia famiglia!

vostra nonna Pat

PERCHÉ SI PORTA SOLO IL COGNOME DEL PADRE?

Salvo rare eccezioni di persone che hanno il doppio cognome, la maggior parte di noi portiamo il cognome del padre.
Non sono andata a documentarmi perché, me lo sono chiesto durante una riunione di famiglia guardandomi intorno e rendendomi conto che l'unica in famiglia a portare il mio cognome ero io.
Circondata da un amatissimo stuolo di Bardazzi , marito, figli e nipoti...io da una parte del tavolo e mia nuora dall'altro lato ,eravamo sole con i nostri cognomi.

Non ne ho parlato al momento ne'con lei, ne'con loro, ma questa riflessione mi frullava in mente, mentre parlavano , ridevano belli, giovani, allegri, pieni di speranze per il loro futuro.

Io inorgoglita da una così bella famiglia, sentivo solo un po'di nostalgia e solitudine nel pensare che se un giorno qualcuno di loro, diventerà famoso...tutti lo conosceranno con il cognome di mio marito e non si saprà mai che c'era un altro cognome che ha dato loro il DNA per arrivare dove spero saranno arrivati.

E cosi per ciascuno di noi che portiamo solo il cognome del padre.

Riflettevo che sia io che mia nuora, avevamo fatto da parcheggio ad uno stuolo di Bardazzi, come tutte le mamme di figli che non hanno doppio cognome.

Fin da piccola ho disegnato alberi genaologici, affascinata da tutti quei rami che si tendono più larghi o più stretti secondo le quantità di figli che una famiglia ha avuto.
Sarà per questo che come la Fallaci , mi piace tanto sapere le mie origini e non sono contenta che se ne perdano le tracce.



"Perché fossi nata, perché fossi vissuta, e chi o che cosa aveva plasmato il mosaico di persone che da un lontano giorno d'estate costituiva il mio Io" ...un passo dell'inizio del libro della Fallaci





Dopo aver riscoperto con orgoglio le mie origini, un po'mi dispiace,che non ci sarà dopo di me nessun Tangocci del mio ramo.
Mio padre che forse tutto questo lo aveva capito tanto tempo prima di me e che forse alla mia attuale età, nutriva gli stessi sentimenti verso le proprie origini, aveva timidamente chiesto a me e mio marito, di far prendere anche il nostro cognome ai nostri figli, ma io ero troppo giovane ed impegnata in altre faccende, che non ci avevo fatto caso.
Poi a quei tempi il mio cognome non mi piaceva e mi sembrava un voler mancare di rispetto a mio marito.

Oggi che non c'è ragazza che da sposata si firmi con il cognome del marito, ma porta orgogliosamente solo il proprio,sicuramente potrebbe essere bello far si che i figli avessero doppi cognomi.
Mi sembra di ricordare che ne è stato discusso anche in Parlamento, ma alla fine sarebbe abbastanza complicato

Se ognuno di noi avessimo doppi cognomi,poi a questi doppi si aggiungessero quelli delle nostre nuore le quali avrebbero doppi cognomi ....e tutti al posto di un cognome avremmo un treno di cognomi ...ah ah

Deve essere il caldo , mi sono persa nel fantasticare ,ma devo ammettere che portare solo il cognome del padre alla fine è pratico e giusto per continuare a dare ai padri, un giusto riconoscimento, oggi più che mai che la figura del padre è sempre meno autorevole e più sbiadita.

Scusatemi,ogni tanto mi prendono queste paranoie...se c'è uno psichiatra od un geriatra tra voi , ditemi se è grave.
Buona domenica, dalla vostra nonna Pat!❤
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