Ho conosciuto mia suocera quando avevo 17 anni!
Bruno mi portava di nascosto a Prato perché come ricorderete mio padre non voleva che ancora ci fidanzassimo e ci fece stare 6 mesi sulla corda!
Quando mi vide per la prima volta, mi abbraccio'stretta, senza dire niente.
Aveva gli occhi lucidi, sapeva che non avevo la mamma e quell'abbraccio voleva dire tutto. Era una donna semplice, di una bontà infinita, io lo capii subito e pur non avendola mai considerata mamma, non l'ho neppure mai considerata suocera, ma amica.
Non era una donna di grandi effusioni, ma con me è sempre stata dolcissima e spontanea, cosa che a volte non riusciva ad esserlo con i propri figli, che pur amandoli teneramente, non ricopriva mai di molte attenzioni, cosa che da una suocera è veramente il top , per non creare contrasti e gelosie con generi e nuore.
In famiglia la consideravano tutti una donna mite e accondiscendente, perché accettava sempre la volontà degli altri, io l'ho sempre considerata una donna speciale, che in questo portare il "buon per la pace" si caricava di pesi sulla propria persona, per il grande amore che aveva per il "suo Mario", mio suocero!
La prima volta che l'ho conosciuto, mentre lei mi abbracciava stretta lui mi scrutava con i suoi occhi furbi ed indagatori.
Quegli occhi piccoli, mi mettevano all'inizio soggezione poi ho capito che era l'uomo più buono che abbia mai conosciuto e che gli stavo simpatica, e gli ho voluto moltissimo bene.
Appena sposati siamo andati a vivere con loro e ci sarei rimasta anche tutta la vita, se non avessimo dovuto traslocare per poter avere la licenza per Bruno di non fare il militare, che si otteneva solo se si abitava da soli ed avevamo un figlio.
Dopo vari anni però, siamo ritornati ad abitare accanto a loro, ci separava solo una porticina interna,perciò era come abitare insieme, con più libertà.
Tutte le sere quando tornavamo da negozio, mentre eravamo a cena, si sentiva un fischino che annunciava la sua visita o quella di mio suocero che ci venivano a trovare.
Molte mie amiche criticavano questa abitudine, io invece ero molto contenta.
C'era un tacido accordo, se qualche volta non gradivamo queste visite, chiudevamo la porticina a chiave e lei o noi sapevamo che era un momento di privacy, ma è capitato raramente, anzi 3 giorni la settimana veniva anche mio padre a fare la partita a carte con Bruno e con mio suocero, e la nostra casa, piena di nonni, era veramente viva !
So che devo a mia suocera la mia fede.
Non mi ha mai detto niente sapendo che venivo da una famiglia poco praticante e pur incitandoci ad andare alla Messa la domenica, non era mai troppo pressante .
Passava molto del suo tempo a dire il rosario, in silenzio accanto al suo Mario che ascoltava le partite con la radiolina o guardandole in televisione.
Non capivo da giovane, perché dicesse tanti rosari, ma con il temo ho capito che era il suo modo per proteggere i componenti della sua numerosa famiglia.
Sicuramente ne avrà detti tantissimi anche perché il Signore mi portasse la fede e per una serie di circostanze, ci e'riuscita (come ricorderete nel racconto:
"Oggi è il mio secondo compleanno" che potete trovare
CLICCANDO QUI "
Non l'ho mai sentita dire male di qualcuno, credo fosse l'unica persona che abbia conosciuto, che trovava sempre lati buoni in ognuno, al punto che in casa la chiamavano scherzando "la sacerdotessa".
Non assomigliava a nessuna delle mie nonne, è stata molto amata dai nipoti, ma non si è mai molto occupata di loro, li aiutava però con i propri consigli e soprattutto con le sue preghiere.
Nessuno in casa faceva esami od affrontava impegni senza chiedere una preghierina alla nonna Alba e sembrava che fossero efficaci, perché questa abitudine è durata finché lei è vissuta ah ah ah!
Voleva bene a tutti, figli, nipoti nuore e genero, parenti compresi, ma il suo cuore, il suo amore grande era tutto per Mario mio suocero.
Piena di acciacchi, è vissuta solo per lui, per non lasciarlo, per vivere fino alla fine quell'amore enorme che aveva sempre nutrito per questo giovanotto allegro, bello, forte, dolce e rustico allo stesso modo, che l'ha amata tantissimo, pur continuando tutta la vita a chiamarla 'Ehi' oppure 'Oh'...al punto che quando la chiamava Alba, lei si scioglieva come se le avesse offerto una rosa!
Sono stati una coppia eccezionale, sono vissuti in simbiosi, infatti quando lei se ne è andata, lui l'ha seguita dopo pochi mesi...
È stata sempre un esempio di mitezza e bontà, a volte mio padre le chiedeva come faceva ad essere così buona, in casa nostra erano tutti "schizzati" eccetto la nonna Olimpia, che le assomigliava un po' e mio padre si stupiva.
Lei calma gli rispose
"Siamo tutti portati a far del male, ma abbiamo tutti il dovere di fare del bene"
Lui rimase così colpito da questa frase, tanto che la scrisse in bella calligrafia e la incorniciò mettendola nel suo ufficio!
Pur non essendone consapevole, io che sono stata sempre molto attiva, ambiziosa, piena di volontà di fare, ho imparato tantissimo da lei che era tutto il mio opposto.
Quando una volta da giovane, mio figlio durante una discussione, mi disse che dovevo essere come la nonna Alba...mi offesi e mi chiesi perché dovevo porgere sempre l'altra guancia, come faceva lei, non avevo ancora realizzato che è molto più difficile porgere l'altra guancia che voler farsi sempre le proprie ragioni.
Oggi l'ho capito e vivo molto più serenamente!
Grazie Albina, per tutto quello che mi hai insegnato senza la presunzione di volerlo fare...sei sempre stata un' amica, ma oggi il mio pensiero per la Festa della Mamma va a te, che mi hai tenuto per mano anche quando non me ne accorgevo!
Buona Festa della Mamna , dalla vostra nonna Pat❤