Non pensavo proprio che da grande avrei fatto la commerciante, fin da piccola respiravo le gioie ed i dolori che dà il commercio, e dicevo che mai e poi mai avrei avuto un negozio od un attività commerciale.
Ma forse era inevitabile...tutti in famiglia, avevano o avevano avuto un lavoro in proprio.
La mamma prima della guerra,
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Mia mamma (al centro) sulla porta del
parrucchiere dove lavorava |
quando ancora non era sposata, faceva la parrucchiera e da bambina mi agghindava con chignon, treccine, riccioli, che mi faceva con il ferro caldo e che non volevano sapere di restare...avendo avuto sempre capelli liscissimi e fini...per la serie ognuno soffre del proprio mestiere, non le era per niente capitato la figlia con i capelli da far inorgoglire una parrucchiera rinomata come era lei.
Discutevano sempre su i miei capelli lei e la nonna Beppina, che la brontolava di non aver voluto mai farmi la "RAPA" appena mi erano spuntati i capelli.
"Marisa" -diceva la nonna-
"vedi quanti capelli che ho io....perché mi hanno fatto la rapa...tu alla bambina non gliel'hai voluta fare ed ora ha capelli fini...non le sta nessuna pettinatura!" mentre la mamma continuava a scaldare il ferro e cercava di farmi i riccioli ed io mi scocciavo e le lasciavo con il ferro in mano a farla lunga 3 ore su i miei capelli, che non saranno stati una bellezza rara, ma hanno sempre fatto la loro figura...ah ah ah
Tornando al commercio, come vi ho raccontato, il nonno Baldo commerciava in ferro battuto, il babbo in maglieria e guanti, ed il nonno Oreste faceva l'ortolano...la sua bottega...lì è nata la scintilla, io adoravo quel posto, ci passavo pomeriggi interi.
La Bottega del nonno era accanto a casa mia in via del Ghirlandaio, zona signorile ed aveva molti ottimi clienti.
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| Io davanti alla vetrina del nonno Oreste |
Io chiedevo al nonno di insegnarmi a fare la vetrina con la frutta e le verdure e lui che era molto paziente, mi faceva vedere come si faceva e non mi brontolava mai se facevo qualcosa di mia iniziativa. Appena arrivavo prendevo un morbidissimo panno bianchissimo, che la nonna portava e dalla cassetta delle mele rosse ne prendevo una alla volta e mi mettevo a lucidarle ,volevo che diventassero belle lucide come quella della strega di Biancaneve...così come avevano attratto lei avrebbero attratto i clienti...il nonno rideva ed anche i clienti che ormai mi conoscevano, mi facevano tutti i complimenti per l'impegno che mettevo e la delicatezza nel fare questo lavoro.
Anche lui come il nonno Baldo era molto affettuoso e mi diceva
"Patrizina, mangia una bananina che ti fa bene" ed io (ma sarò stata poco strana)
"Nonno scusa mi daresti invece uno spicchio di aglio?" lui si dispiaceva perché la banana era più adatta ad una bambina, ma io non so ancora capire perché ..avevo una grande passione per l'aglio...lui si rassegnava e quando tornavo a casa nessuno mi voleva stare vicino dall'alito che avevo ah ah ah
Il giorno che mi piaceva di più andare dal nonno Oreste a lavorare era il giovedì...perché infiascava il vino per i ristoranti o per i clienti.
Scendevo in cantina con lui annusando inebriata quel misto di odore di vino e di muffa, stavo attenta a scendere gli scalini un po' appiccicosi dall'umidità che c'era e mentre lui infiascava io lo aiutavo chiudendo il collo del fiasco con una luccicante cartina rossa, che era tonda ed appena si stringeva sul collo si ringrinziva aderendo perfettamente ,sigillando il vino dove prima il nonno aveva messo un filo di olio per conservarlo.
(La cartina era rossa se il vino era rosso per il vino bianco solita cartina, ma blu)
Eravamo una bella coppia noi due sincronizzati...prima questo lavoro lo faceva con la nonna Olimpia, ma diceva che io ero più svelta e voleva sempre che lo aiutassi .
Quando tornavo a casa, mi riempiva un fiaschettino di vino, che io tutte le settimane portavo vuoto...e che ero orgogliosissima di riportare a casa pieno non so se lo facevo per dimostrare che me lo ero guadagnato, o perché lo spirito del commerciante iniziava a crescere con me e con la mie prime esperienze lavorative !!!
Mi ricordo che veniva una ricca signora, molto anziana, ma elegantissima, capelli bianco immacolato, collarino di velluto con cammeo centrale legato al collo, mani curatissime e di una gentilezza infinita, disse al nonno Oreste: "
Questa bimba ha della stoffa, dobbiamo premiarla e mi dette la mancia" ...tornai a casa contentissima e forse anche se non ne ero consapevole, nacque nella Bottega del nonno Oreste, la mia indole di "bottegaia"....perché io non sono mai stata una vera commerciante...ma un' appassionata, illusa, ottimista BOTTEGAIA ♥
BUONA DOMENICA dalla vostra nonna Pat <3