mercoledì 7 novembre 2018

Ricetta di "GNUDI " di nonna Beppina !

Quando la nonna Beppina faceva "Le Crespelle alla fiorentina", preparava anche "Gli Gnudi " per la sera o il giorno dopo.
Gli gnudi di spinaci e ricotta, sono una ricetta molto semplice e delicata se conditi con burro e parmigiano.
Sono ottimi anche conditi con sugo di carne.
Gli Gnudi
ricetta di nonna Beppina

x4 persone
300gr spinaci
200gr di ricotta di mucca o pecora (io preferisco di mucca, più delicata)
Farina qb
2 tuorli uova
noce moscata, sale, pepe
burro
parmigiano

Lessare gli spinaci in acqua salata, scolarli e strizzare bene, tritare grossolanamente.
Mescolare con la ricotta, salare, aggiungere noce moscata (se piace).
Aggiungere poca farina all'impasto e far riposare.
Preparare delle palline con l'impasto.



Passarle nella farina e far cuocere in brodo di pollo o anche semplicemente in acqua bollente salata,
appena vengono a galla metterle in un recipiente dove è stato preparato del burro fuso, spolverare con parmigiano e servire!
Sono ottimi anche il giorno dopo, passati in forno a gratinare.

Buon appetito con una nuova ricettina,
di nonna Pat e nonna Beppina !

lunedì 5 novembre 2018

MALFATTI AL SUGO DI CONIGLIO

Se mi voglio rilassare faccio la pasta in casa, con il veccio metodo tirata con il matterello, e amo molto i MALFATTI che mi permettono di fare forme senza troppa precisione , ma buonisimi !!





MALFATTI AL SUGO DI CONIGLIO



Ingredienti
400g di farina ( io uso quella antigrumi) ma va bene anche la 00
4 uova
un pizzico sale
olio

Mettere ulla pianatoia la farina a fontana , fare un buco centrale abbastanza largo da contenere le 4 uova, salare e con una forchetta mescolare le uova cercando di aggiungere la farina , girando girando si deve raccogliere tutta la farina aggiungere un filo di olio ed un filo di acqua , poi impastare senza troppo furia , per far scaldare con le mani l'impasto. Appena si è formata una bella palla liscia, lasciare a riposare sulla spianatoia per una mezz'ora.




Infarinare leggermente la spianatoia e con il matterello stendere lapasta fino allo spessore che vi piace ...io la faccio abbastanza fine , ma non troppo perchè prende meglio il sugo !!
Tagliare a rombi o triangoli come vi piace ....si chiamano MALFATTI propri perchè non importa siano fatti bene, infarinare leggermente perchè non si attacchino in attesa di essere cotti .




Mettere a bollire acqua salata e buttare i Malfatti un pò per volta .

Far poi saltare nella teglia con il sugo che avrete preparato in precedenza ...io li ho fatti col SUGO DI CONIGLIO  che vi ho MOSTRATO QUI ... poi servirli con una bella spolverata di parmigiano!!

Buon appetito dalla vostra nonna Pat!



domenica 4 novembre 2018

4 novembre 1966....la mia alluvione

Purtroppo in questi mesi abbiamo visto tantissime alluvioni in luoghi diversi ed a volte anche 2 volte negli stessi luoghi.
Io sono sempre molto colpita da questi eventi perché ho vissuto questa esperienza il 4 novembre del 1966.
Oggi faccio un salto di anni, e da bambina come ho scritto nei racconti passati,passo ai 18 anni e vi racconto la mia alluvione...

Il 3 novembre il babbo tornò a cena e raccontò che tutti dicevano che l'Arno sarebbe esondato, noi abitavamo al pian terreno alla fine di via del Ghirlandaio, quasi sul Lungarno.
Sembrava impossibile che fosse vero, io ero una ragazzina e non mi rendevo conto che sarebbe potuto succedere sul serio, la nonna Beppina non capì bene la gravità della cosa e ce ne andammo a letto senza troppa ansia...
Il babbo si alzava sempre molto presto al mattino, il 4 novembre a quei tempi era festa nazionale, ma lui alle 6 si alzò, si preparò ed andò a vedere l'Arno, ma prima venne a svegliarci e disse di vestirci perché ci poteva essere bisogno di andare via da casa.
Avevamo appena fatto colazione che lui tornò trafelato urlandoci: "Presto...presto scappiamo!!! ho la macchina qui davanti a casa, scappiamo l'acqua sta arrivando tra pochi minuti non sarà più possibile andarsene!!!"
La nonna prese la borsa, il cappotto ed io il mio, non prendemmo altro, non ci fu tempo di pensare a cosa prendere...montammo velocemente sull' auto del babbo e mentre ce ne andavamo mi girai e dal finestrino vidi una "fiumana" marrone invadere la nostra strada, con una potenza tale che sembrava una enorme cascata di fango...

Accompagnammo la nonna a casa di parenti che stavano lontani dall'Arno ed io ed il babbo andammo a Prato dove lui aveva una piccola ditta ed io ero fidanzata da poco con Bruno.
Quando arrivammo a casa dei miei suoceri, nessuno riusciva ad immaginare il diluvio che si stava abbattendo su Firenze...qui tutto era normale, anzi c'era anche un timido sole...che sembrava vergognarsi ai nostri occhi di padre e figlia alluvionati...e disperati...
Tutti si dettero da fare per ospitarci, io la sera rimasi a dormire dai miei cognati, sposini da 2 mesi, il babbo tornò a Firenze da "quella" che vi presenterò nei futuri racconti, che allora era la sua fidanzata.
Non funzionavano i telefoni, neppure nelle zone non alluvionate, e non sapevo quando avrei rivisto il babbo, ci separammo piangendo di questa nuova disgrazia che si era abbattuta sulla nostra vita.
Ero contenta di stare a casa di Bruno, il mio ragazzo, la sua famiglia mi voleva molto bene e mi dettero tutto ciò che mi mancava...io avevo solo gli abiti con cui ero scappata.

Passarono 3 giorni prima che si potesse entrare in quella che era stata la nostra casa...
Mio cognato fu il primo ad entrare passando dalla porta posteriore, Bruno mi teneva, non voleva che vedessi il disastro...io mi divincolai e scivolando in quella melma che aveva ricoperto tutta la mia vita passata ...entrai in quel disastro...tutto era rotto, distrutto,  3 metri di acqua alta come i soffitti di casa, avevano rovesciato armadi, letti, sedie, i pesci morti erano dappertutto.
Mentre io piangevo abbracciata a Bruno arrivò il babbo, non disse nulla... bianco in volto con le lacrime che scendevano in silenzio, si diresse verso la sua camera, aveva con sé un sacco di plastica che si era procurato, aprì a forza un cassetto di quello che era il suo cassettone.
Lo guardavo e non capivo, lui cominciò a togliere manciate di fango che nascondevano le foto della mamma e della nostra famiglia, vuotò il cassetto e riempì il sacco,  poi abbracciò me Bruno e chi era con noi per aiutarci e disse: "Per me potete buttare via tutto, mi interessa solo salvare le foto di mia moglie...tutto il resto, se avrò la salute lo potrò rifare, ma queste non me le potrà rendere nessuno se non le salvo subito"


Se ne andò via con il  suo prezioso sacchetto gocciolante di fango...ed è grazie a questo suo gesto che ancora oggi posso godere di quelle foto che lui lavandole una ad una ha salvato dall'alluvione, e posso farvele vedere ogni domenica su qusto blog.

Ritornerò indietro nei prossimi racconti per continuare a parlarvi degli anni che hanno preceduto questo episodio, ma il racconto di oggi potrebbe essere quello con cui concludere la storia della mia infanzia ed adolescenza, perché come nelle favole...il principe salvò la cenerentola, questa volta "alluvionata" ah ah ah!

...1 mese e mezzo dopo, il 31 dicembre 1966 mi sposai con il mio principe...e così come nelle favole...dopo tante peripezie...il principe e la sua sposa...si incamminarono verso la loro vita ...
Il babbo dopo pochi mesi lasciò la "tizia" e si trasferì a Prato e dopo tanti sacrifici ritrovò la sua serenita'.
A volte non tutto il male vien per nuocere, a me l'alluvione ha portato bene....cosa volere di più dalla vita...un lucano?....io no, lo lascio a voi ah ah ah
Io ancora dopo 48 anni scelgo il mio principe azzurro....pratese!

Buona domenica dalla vostra nonna Pat !!

giovedì 1 novembre 2018

Ognissanti... giorno di festa per noi !!

Quando ero piccola non sapevamo per niente cosa fosse HALLOWEEN....
 come non esisteva "Fare il Ponte" , nel senso di andare via il 1 novembre anche se fosse stato un giorno che veniva vicino alla domenica.
Non è mai esistito non andare al cimitero il Primo novembre!!
Mio padre e mia nonna, comprarono un sepolcreto dove andarono ad "abitare il nonno Baldo e la mamma", così per noi andare al cimitero voleva dire andare a trovarli e dedicare tutto il pomeriggio del primo novembre a loro.


Una settimana prima , le zie cominciavano a parlare di come mi avrebbero vestita, mi provavano il
cappotto dell'anno prima o se era un po' piccolo , velocemente la sarta della zia Giancarla me ne cuciva uno nuovo, perché non si poteva andare al cimitero vestiti male.

Mi compravano le scarpe nuove ed anche cappello e guanti , perché allora era sempre freddo, c'era anche un detto "Per OGNISSANTI manicotti e guanti!!!

Si pranzava tutti a casa della nonna Olimpia a Ponte a Mensola , veniva anche la nonna Beppina.
Il cimitero è a Settignano un paese sopra a Ponte a Mensola così si faceva presto ed eravamo sempre i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via.
 A mezzogiorno tutti a tavola, poi il babbo io e le nonne prendevamo il "FILOBUS" che ci lasciava un po' lontani , ma era ed è ancora così bello il paesaggio di Settignano, che quella passeggiata che ci separava dal cimitero se non pioveva era molto piacevole.



Settignano è stato molto amato da Gabriele D'annunzio che abitava in una villa chiamata:
" La Capponcina, e da Bernard Berenson un americano storico d'arte che ha creato la famosa università per stranieri a Villa Tatti.... un paesaggio da poeti scrittori!!

Se anche pioveva a dirotto , il babbo era intransigente si DOVEVA ANDARE e rimanere davanti al sepolcreto, finchè non era stata data la benedizione.

Durante il tragitto ci fermavamo a prendere lo zio del babbo, Piero la cugina Pierina,che arrivava con marito e figli  e via via che ci si avvicinava al cimitero si aggregavano altri amici e parenti ed il corteo diventava sempre più folto , perché il babbo conosceva tutti !

Dopo che eravamo arrivati ed essersi fatti il segno della croce e detto una preghiera , il sepolcreto diventava un salotto ,arrivava l'amico del babbo, che aveva recitato con lui ed Albertazzi( apro una parentesi per dire che Albertazzi la scorsa settimana a Ballando con le stelle ha ricordato che era un ragazzino timido che viveva a Ponte a Mensola e che ha cominciato a recitare per vincere la timidezza, non disse che lo portò il mio babbo a recitare , ma fu proprio così ),arrivava la Marisa che chiamavamo Maria quando era a servizio da noi, arrivava l'amica del cuore della zia Bianca e tutti mi accarezzavano , mi dicevano , " Bellina, piccolina , tesorina , ecc ecc " io mi sentivo molto importante , alla fine non era poi tanto male non avere la mamma , tutti si preoccupavano di essere gentili con me, ed io a volte non ricordavo più che dentro a quel sepolcreto c'era Lei.




Questa abitudine è continuata per anni anzi dal 1957....non si è mai interrotta , perché anche dopo che  mi sono fidanzata ...si andava TUTTI al cimitero, ritrovando via via le solite persone invecchiate!!
 Poi è arrivato il tempo dei figli con cui abbiamo continuato a passare questo giorno davanti al sepolcreto anche se nè mio marito nè i miei figli avevano conosciuto la nonna né altri abitanti del sepolcreto, che era ancora più abitato adesso che c'era anche La Beppina e lo zio Romano.
Nel frattempo gli amici del babbo ..diminuivano ogni anno, ed eravamo noi ad andare a portare loro un fiore, ma il babbo imperterrito , andava e VOLEVA che ci andassimo fino all'ultimo anno della sua vita.
Quando c'erano i "Ponti " a volte provavo cautamente a dire " Babbo sai noi quest'anno si pensava di andare il giorno prima al cimitero" e Lui diceva solo "FAI COME VUOI"....per me dire fai come vuoi , significava  un divieto e mai abbiamo trasgredito al suo volere, non siamo mai mancati a questo appuntamento, ma ci siamo organizzati.

Si partiva la mattina e dopo una breve visita ai cimiteri di Prato, si andava a Firenze prima si mangiava al ristorante , per far contenti i bambini, poi cimitero, fino al crepuscolo, e dopo cinema...così senza accorgercene, il Primo Novembre è sempre stata una festa e  l'aspettavamo con gioia per ripetere il nostro rituale!
Anche  mia figlia continua a venire con la sua famiglia ,e le bambine corrono disinvolte intorno al sepolcreto.
Per noi andare a Settignano è diventata una abitudine che non ha niente di triste mio padre  se anche qui si fosse potuto come fanno in altri paesi, ci avrebbe fatto anche un picnic  vicino a quella che adesso è la sua casa e che forse sarà anche quella mia e di mio marito.
Infatti un giorno parlando per caso dove vorremmo andare quando sarà il momento, lui mi ha risposto" Dove vuoi andare se non a Settignano, quella ormai da quanti primi novembre ci abbiamo passato la sento casa mia !"  Passare l'eternità con il suocero e la suocera più nonna Beppina & company....ma siamo sicuri ??? " Pensiamoci bene perché poi sarà impossibile cambiare casa !!!

Buona domenica dalla vostra nonna Pat


mercoledì 31 ottobre 2018

Torta semplice di zucca

Oggi vi posto una ricetta di un semplice dolce da colazione o merenda fatto con la zucca!
L'abbiamo fatta con Francy, la minore  delle mie nipoti grandi che ha la passione della cucina....lei fa dolci molto più elaborati , ma oggi avevamo voglia di semplicità.



TORTA SEMPLICE DI ZUCCA


ingredienti
500g di zucca
150 di farina 00
4 uova
150 di zucchero
100 g di burro (noi oggi abbiamo usato margarina)
1 bicchiere di latte(noi abbiamo usato latte di soia x intolleranza al lattosio)
zucchero a velo


Tagliare a fettine la zucca e mettere in una vaporiera o al vapore con pentola e scolapasta più coperchio




Appena pronta schiacciare bene con una forchetta e porre in  forno su carta forno per far asciugare.




 Intanto montare i tuorli con lo zucchero e montare a neve le chiare di uovo
mettere in una zuppiera la zucca tolta dal forno il burro fuso il bicchiere di latte e la farina setacciata insieme a mezza bustina di lievito.
Amalgamare bene il tutto....quando si sarà formata una crema soffice mettere in uno stampo imburrato ed infarinato e porre in forno caldo statico a 180 gradi x 45 minuti..

Buona merenda dalla vostra nonna Pat...e dalle sue 3 nipoti grandi, da chi ha cucinato e da chi ha apprezzato finendo la torta...in 5 minuti...
dimenticavo...a finirla ci hanno aiutato anche i tre nipoti maschi ....fidanzati ...di cui si è innamorata anche la nonna ah ah ❤






martedì 30 ottobre 2018

La Torta Misteriosa della nonna

Chi mi ha seguito fin dal primo giorno di blog, ha già visto questa ricetta, ma ho pensato di riproporla, perchè ancora eravate in pochi a seguirmi !
E' una ricetta adatta per recuperare il pane che è avanzato in questi giorni,buona ,economica e sana !

Avevo proprio voglia di farla di nuovo ,perchè con l'inizio dell'anno, riproporre la prima ricetta del mio blog, mi sembra di buon auspicio....mi fa riprovare l'emozione che ho provato ,aspettando i vostri commenti la prima volta !
 BUON ANNO dalla vostra nonna Pat !

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Quando ero piccola il pane era un alimento che le nonne consideravano prezioso, perché oltre ad accompagnare tutte le pietanze, era anche considerato un peccato sprecarlo.
Non sto a raccontare tutte le storielle che mi dicevano perché non lo buttassi via, ma era anche per far economia sul mangiare, loro durante e dopo la guerra avevano imparato a fare tante ricette con il pane raffermo.

Nella vecchia cucina Toscana il pane è molto usato, vi insegnero' tante ricette famose come
"la minestra di pane" e "la ribollita" (ricette di nonna Olimpia)
e "la pappa col pomodoro" (ricetta di nonna Beppina)...
...ma oggi inizio da una torta che facevo io ai miei bambini e che si chiama:    

TORTA MISTERIOSA


Ingredienti

250 gr pane raffermo
1/2 litro latte abbondante (per chi è intollerante al latte, usare tranquillamente latte e burro di soia)
150gr zucchero
2 uova
10g cacao  (io preferisco amaro, ma va bene anche dolce)
100g burro sciolto  (si può usare anche margarina)
2 amaretti sbriciolati (se piacciono,  io non li metto quasi mai)
150g uvette
25g ciliege candite
pinoli
scorza di  limone grattugiata.

Mettere il pane tagliato a fettine sottili in una terrina, versare sopra il latte bollente e lasciare riposare per qualche ora. Stemperare bene con una forchetta per farlo amalgamare bene. Unire lo zucchero, le uova, il cacao, il burro sciolto, gli amaretti sbriciolati, le uvette fatte rinvenire in acqua tiepida, asciugate ed infarinate leggermente, le ciliegine tagliate a pezzetti, la scorza di limone grattugiata.


Prendete una tortiera a cerniera, imparate a mettere sempre della carta forno sul fondo ma che chiuderete all' interno della tortiera, per evitare che il liquido della torta possa uscire dai bordi finendo nel forno dove si brucerebbe e farebbe cattivo odore.




Ungere il bordo della tortiera e porre l'impasto, cospargendo abbondantemente di pinoli.



Fate cuocere a 180° per 50' in forno statico, cioè non ventilato.
Ricordate che per le torte non si dovrebbe mai usare il forno ventilato.
Togliere la torta a cottura ultimata e farla riposare prima di servire.



...poi ditemi se la prima ricettina della nonna vi è piaciuta ♥

Nonna vostra Pat!


TAGLIATELLE INTEGRALI CON PESTO ALLE NOCI

Il Pesto è uno delle cose che amo di più in estate, il pesto classico fatto al momento non manca mai a casa mia nei mesi estivi, ma non lo avevo mai fatto con le noci e senza aglio,buonissimo,leggero,digeribile!
Quello con cui oggi ho condito le Tagliatelle integrali che vi ho postato, lo ha fatto la mia amica Piera.
Alcune di voi l'hanno conosciuta a negozio mio o qui nella nostra casa-blog.
Lei è una dolcissima signora piemontese,che abita al piano sopra a me.
Ha il classico pollice verde e le sue piante sono sempre bellissime, senza parlare dei suoi peperoncini e del basilico.Il più bel basilico che abbia visto negli ultimi tempi...il più profumato .
Appena lo fa , pensa sempre anche a me ed io con questo post,la voglio ringraziare per questa sua nuova ricetta di pesto e per la sua affettuosa amicizia !









TAGLIATELLE INTEGRALI CON  PESTO ALLE NOCI



Ingredienti
Basilico qb
parmigiano
pecorino
noci
olio evo


Dopo aver lavato ed asciugato bene le foglie di basilico e sgusciato le noci, mettere nel mixer prima le noci e frullare velocemente, poi aggiungere il parmigiano grattugiato,poco pecorino,olio e basilico ...
frullare velocemente per pochi secondi ed il pesto sarà pronto.
Non so esattamente se questo è il procedimento , voglio fare una sorpresa a Piera e non le ho chiesto la sua ricetta .
Io comunque lo farei così senza aggiunta di sale perchè c'è il parmigiano ed il pecorino già saporito ..o forse poco sale , sentiamo poi cosa ci dirà Piera !! 
Non ho aggiunto patate o fagiolini in acqua della pasta , ho lasciato il pesto in purezza.
Appena le tagliatelle sono pronte le ho mescolate con il pesto nella zuppiera dove prima avevo aggiunto olio ed mezzo romaiolo di acqua calda della pasta...non vi dico il profumo ed il sapore!!
Vi consiglio di farlo adesso che c'è ancora del basilico..di fine estate .
Buon appetito dalla vostra nonna Pat


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