Se volete che continui a raccontare gli anni vissuti a Firenze, mi spiace dovrò ancora raccontare cose che non vi faranno stare allegre....ma sapendo già il finale,spero che sarete più serene e che mi vogliate ancora accompagnare in questo cammino...
Mi sono anche chiesta se il babbo avrebbe voluto che raccontassi tante cose personali della nostra vita ....ed ho pensato di sì..
Lui si definiva un combattente, diceva che aveva avuto una vita difficile, ma era molto orgoglioso di averla sempre "presa per i capelli"...era orgoglioso di come con tanti sacrifici era riuscito a risorgere e di come anche io avevo seguito il suo esempio....perciò, siamo in ballo.. balliamo ed andiamo avanti !!!
Per riprendere il discorso dobbiamo fare un salto indietro e tornare al periodo in cui io avevo 10 anni.
Il 18 marzo avevo fatto il primo compleanno senza Lei, ma il babbo e le zie avevano fatto di tutto per farmi contenta, mi avevano fatto dei bei regali anche se il mese dopo avrei fatto la Prima comunione ed avremmo fatto una festicciola.
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| foto "alluvionata" del mio pranzo di Comunione |
Intanto mi preparavo a questo bellissimo giorno, le zie mi portarono dalla sarta e mi chiesero come volevo il vestito...io lo volevo bello come quello delle spose e con la corona in testa come quello delle principesse.
L'abito che la sarta mi cucì, per me era un sogno e guardandolo cercai di trarre da lui tutta la gioia che meritavo quel giorno...me lo regalarono gli zii ed il ricevimento me lo regalarono le nonne...il perché quelle spese non le fece il babbo non me lo chiesi subito, ma lo capii dopo pochi mesi.Il giorno della comunione mi sentivo veramente bellina... anche se mi avevano tagliata la frangia storta ah ah ah!
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| COMPLIMENTI AL FOTOGRAFO!!!...la protagonista della giornata è venuta molto bene!!! |
Non avevo molto chiaro il concetto religioso e la sua importanza, mi sentivo solo molto emozionata ed orgogliosa per quel bell'abito, la borsina ed i guantini di pizzo.Eravamo tante bambine e tanti maschietti, mi guardai intorno e feci subito un peccato...anche se mi ero confessata il giorno prima, peccai di superbia e vanità, perché pensai che il mio fosse veramente l'abito più bello.
Quando lo dissi alla nonna Olimpia, che era l'unica che in casa nostra si intendeva di "cose di chiesa" fu lei a dirmi che avevo fatto peccato a pensarlo e dirlo....
La comunione l'avevo già ricevuta, mi consolai dicendo "Va bene lo stesso nonna, tanto domenica mi riconfesso"....si vede che non avevo avuto buoni insegnanti di catechismo in famiglia!
Quello in quel periodo fu il giorno più bello che ho vissuto, poi nei mesi successivi, il guantificio Patrick, il mio adorato luogo di lavoro familiare chiuse, ed anche molto male...non ho mai saputo bene il perché, ma per la serie "le disgazie non vengono mai sole", il babbo da quella bella vita di cene, casinò, automobili, vacanze al mare, viaggi con la mamma, si ritrovò a dover ricominciare una vita tutta diversa...ed io con lui!
Dai 10 ai 18 anni la nostra vita fu tutto un susseguirsi di problemi economici, problemi di convivenza ....problemi su problemi ...che furono spazzati via solo dalla furia dell'acqua dell' l'Arno !
Oggi il racconto è iniziato allegro e finisce triste, ma non vi preoccupate sono stati anni molto duri che hanno lasciato tante cicatrici ....ma questo viaggio insieme a voi anche se a volte è stato difficile scriverlo, mi ha fatto apprezzare tante delle cose che ho vissuto ed adesso mi sento più leggera forse sono ...quasi perfettamente guarita !!!....
Perciò vi aspetto per raccontarvi la prossima puntata!
Buona domenica ed un grande abbraccio dalla vostra nonna Pat !!.

































