Quando ero piccola fino a 9 anni , i preparativi per il Natale a casa mia erano bellissimi, perché se la mamma stava bene faceva tante decorazioni ed un albero di Natale alto fino al soffitto.
Lei aveva una grande manualità mentre il babbo che non sapeva neppure attaccare un chiodo, aveva sempre paura che lei cadesse dall'alto scaleo mentre attaccava le palline di vetro o metteva il cotone idrofilo sui rami come fossero fiocchi di neve.
Io mi davo un gran daffare a decorare l'albero nella parte più bassa, ma spesso mi cadevano quelle delicatissime palline colorate che erano fragilissime.
Era bello credere a Babbo Natale e la Befana, la mamma mi faceva racconti avventurosi di questi 2 poveri vecchi che dovevano consegnare regali ai bambini di tutto il mondo.
Anche voi ricorderete la delusione che avete provato, quando avete scoperto che tutto ciò non era vero, che non esistevano!
La mia delusione e consapevolezza che quello che le mie compagne di classe mi dicevano era vero ,si è concretizzata pochi giorni avanti il Natale del 1956, quando avevo 8 anni.
Desideravo da sempre una bambola alta come me, allora esistevano quelle bellissime bambole che sbattevano gli occhi di vetro sotto le palpebre di ceramica, erano rigide e delicate perché la plastica non era ancora usata per farle.
Avevo tutte bambole ceche, era troppa la tentazione di infilare le mie dita curiose in quegli occhi fissi che, spinto il meccanismo da cui erano sorrette ,cadevano irrimediabilmente nella loro pancia.
Fu un colpo al cuore, quando aprendo un armadi dietro un cappotto lungo della mamma, la vidi bellissima castana come me che dal buoi dell'armadio mi fece capire che da quel momento non avrei più creduto a Babbo Natale.
Non dissi niente alla mamma, che continuava a cinguettare le sue fantasiose storie su di lui, non volevo che provasse la mia delusione, perché inconsapevolmente volevo ancora credere che Babbo Natale esisteva davvero e feci bene, quello fu l'ultimo Natale che passavamo insieme, non seppe mai che da quell'anno in poi non avrei ma più creduto alle favole !
Era una mamma molto moderna per l'epoca, conosceva la storia del calendario dell' Avvento e mi faceva trovare ogni giorno un regalino, facendo una specie di caccia al tesoro per tutta la casa.
Quando sono diventata mamma , ho continuato la tradizione del calendario dell'Avvento, ma io compravo quelli già pronti , con caselline piene di cioccolatini e bambolottini.
I miei bambini aprivano contenti ogni giorno la loro casellina curiosi di trovare la loro sorpresina.
La sorpresa più bella però l'ho avuta io in questi giorni, quando le mie nipotine piccole mi hanno detto che mia figlia per l'Avvento prepara per loro una caccia al tesoro alla ricerca del regalino.
Io non ho mai insegnato a mia figlia a fare questo gioco e mi sono commossa ricordando che era lo stesso modo in cui la mia mamma celebrava il periodo dell'Avvento con me.
Magia del Natale , magia del dna di una nonna mai conosciuta, ma sicuramente sempre accanto alla sua nipotina diventata una meravigliosa mamma come lo era lei !
Buona domenica ,dalla vostra nonna Pat❤
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domenica 10 dicembre 2017
domenica 11 settembre 2016
QUANDO FAI L'APATICA MI STAI ANTIPATICA !
Apatia, che brutta parola, sembra il corrispondente di malattia!
Spesso purtroppo lo è, ma in tutti gli altri casi io non riesco a comprenderne il perché!
Chissà chi spesso cade in questo stato, se è così per natura, se lo è in determinate circostanze di non adeguatezza, se lo è per egoismo, per vittimismo o se lo fa per rompere l'equilibrio di chi ti sta vicino.
Sono sempre pronta a curare tutti, a preoccuparmi di tutti, a trovare la medicina adatta al caso di chi me lo chiede (tutti sanno che ho un attrezzatura di rimedi omeopatici e non,sempre pronta), ma l'apatia mi spiazza sopratutto quando intorno a te tutto sembra essere normale , anzi puoi godere del bello che hai e non te ne accorgi.
Cerco di essere condiscendente, ma dentro di me il sentimento vero è quello di una grande rabbia, rivolta a chi si grogiola in questo stato sprecando attimi che non ritorneranno, che si ha la fortuna di poter ancora provare!
Forse questo mio sentimento di rabbia e di disagio quasi di impotenza, dipende dal fatto che se da bambina ciondolavo per casa senza concludere niente, venivo sempre ripresa:
"Non fare l'apatica, oggi sei apatica diceva la nonna Beppina, quando fai così mi stai antipatica!"
Esatto per me APATIA e ANTIPATIA, che sono 2 cose ben diverse, sono rimaste unite da questo ricordo infantile ed ho sempre cercato di combatterle con il ragionamento e soprattutto con la consapevolezza che abbiamo attimi davanti ,non più una vita intera!
Ci sono tanti periodi della vita in cui l'apatia prende campo, dopo periodi difficili, ma per alcuni e'uno stato perenne.
Non voglio che quegli attimi vengano sprecati ...voglio goderli, berli, accoglierli a piene mani, voglio che nessuno pensi di avermi vista apatica, voglio che chi mi sta vicino, sappia che è un dono immenso per me, deve vedermi e ricordarmi sempre e solo per l'amore, gli abbracci, i baci che riesco a dare, le risate fatte insieme, anche qualche brontolata, ma condita dall'abbraccio più caldo che si può dare e ricevere dopo essersi bisticciati!
Perché non capirlo, perché chiudersi nell'indifferenza, aspettando che chi ti sta vicino ti interroghi ti consoli di cose futili ed inesistenti, perché perdere attimi di vita, chiudendosi in un assurdo guscio, solo per farsi venire a stanare.
Ti stano se vuoi, ti consolo se vuoi, ma sappi che l'apatia caratteriale è un insulto, verso i problemi grossi della vita e non ci si deve rinchiudere dentro, per il proprio egoismo!
Vi chiederete perché questo argomento,seguo solo un pensiero nato in questi giorni, parlando di chi sembra non provare emozioni.
Voi che ne pensate?
Buona domenica dalla vostra nonna Pat❤
Spesso purtroppo lo è, ma in tutti gli altri casi io non riesco a comprenderne il perché!
Chissà chi spesso cade in questo stato, se è così per natura, se lo è in determinate circostanze di non adeguatezza, se lo è per egoismo, per vittimismo o se lo fa per rompere l'equilibrio di chi ti sta vicino.
Sono sempre pronta a curare tutti, a preoccuparmi di tutti, a trovare la medicina adatta al caso di chi me lo chiede (tutti sanno che ho un attrezzatura di rimedi omeopatici e non,sempre pronta), ma l'apatia mi spiazza sopratutto quando intorno a te tutto sembra essere normale , anzi puoi godere del bello che hai e non te ne accorgi.
Cerco di essere condiscendente, ma dentro di me il sentimento vero è quello di una grande rabbia, rivolta a chi si grogiola in questo stato sprecando attimi che non ritorneranno, che si ha la fortuna di poter ancora provare!
Forse questo mio sentimento di rabbia e di disagio quasi di impotenza, dipende dal fatto che se da bambina ciondolavo per casa senza concludere niente, venivo sempre ripresa:
"Non fare l'apatica, oggi sei apatica diceva la nonna Beppina, quando fai così mi stai antipatica!"
Esatto per me APATIA e ANTIPATIA, che sono 2 cose ben diverse, sono rimaste unite da questo ricordo infantile ed ho sempre cercato di combatterle con il ragionamento e soprattutto con la consapevolezza che abbiamo attimi davanti ,non più una vita intera!
Ci sono tanti periodi della vita in cui l'apatia prende campo, dopo periodi difficili, ma per alcuni e'uno stato perenne.
Non voglio che quegli attimi vengano sprecati ...voglio goderli, berli, accoglierli a piene mani, voglio che nessuno pensi di avermi vista apatica, voglio che chi mi sta vicino, sappia che è un dono immenso per me, deve vedermi e ricordarmi sempre e solo per l'amore, gli abbracci, i baci che riesco a dare, le risate fatte insieme, anche qualche brontolata, ma condita dall'abbraccio più caldo che si può dare e ricevere dopo essersi bisticciati!
Perché non capirlo, perché chiudersi nell'indifferenza, aspettando che chi ti sta vicino ti interroghi ti consoli di cose futili ed inesistenti, perché perdere attimi di vita, chiudendosi in un assurdo guscio, solo per farsi venire a stanare.
Ti stano se vuoi, ti consolo se vuoi, ma sappi che l'apatia caratteriale è un insulto, verso i problemi grossi della vita e non ci si deve rinchiudere dentro, per il proprio egoismo!
Vi chiederete perché questo argomento,seguo solo un pensiero nato in questi giorni, parlando di chi sembra non provare emozioni.
Voi che ne pensate?
Buona domenica dalla vostra nonna Pat❤
domenica 7 agosto 2016
Buona domenica
Mi dispiace, oggi sono in viaggio
non ce l'ho fatta a scrivere il racconto settimanale!
Vi auguro una bella domenica e ci diamo appuntamento prossimamente.
Un abbraccio dalla vostra nonna Pat😚😚😚
Vi auguro una bella domenica e ci diamo appuntamento prossimamente.
Un abbraccio dalla vostra nonna Pat😚😚😚
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