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domenica 30 giugno 2019

Il mio primo anno di Scuola Media!

Le elementari erano ormai alla fine,a giugno dopo aver fatto l'esame di quinta elementare si doveva fare un Esame di Ammissione alle Medie per vedere il grado di preparazione e, secondo il risultato, si veniva ammessi nelle sezioni dove eri più idoneo.

A fare quest'esame venivano i Professori delle medie e decidevano in che sezione metterci.
Io passai con il massimo dei voti, la professoressa che ci interrogò era una vecchia molto severa e molto famosa che aveva anche scritto il libro di testo su cui si sarebbe studiato alle medie.
Mi assegnarono alla prima A, la classe dei più bravi, dei cervelloni ed anche la classe dei più ricchi della scuola. Ero ancora molto timida a quei tempi ed anche molto impressionata dalla spigliatezza e sicurezza che avevano i miei compagni di classe.




Era una scuola situata in quartiere molto benestante anche se era una scuola statale, c'era il figlio del rabbino, una contessina, il nipote di D'Inzeo, un famoso campione d'ippica dell'epoca, c'era un ciccione molto arrogante di nome Filippo Maria...c'erano bambine molto curate, belle, bionde, abbronzate constantemente dalle loro vacanze a Cortina o semplicemente fine settimana all'Abetone, sciavano, giocavano a tennis, frequentavano circoli molto esclusivi ....
Fossi stata in quella classe qualche anno prima, non mi sarei sentita così inferiore, ma adesso che il babbo aveva avuto tutti i suoi problemi con la ditta e si barcamenava, per trovare un posto di rappresentante o di venditore, percepivo che quello non era il mio ambiente, cercai con chi stare e l'unica con cui legai era una ripetente, molto imbranata.
Questo stato d'animo non mi fece iniziare bene questo nuovo percorso e mi andò  via anche la voglia di studiare.
 Tornavo a casa sempre un pò  scocciata, rispondevo male alla nonna, ma non raccontavo al babbo ed a nessuno che in quella classe io mi sentivo ....l'ultima!
Il babbo si informava di come andavano le cose ed io rispondevo sempre evasivamente ...non volevo caricarlo di altri problemi, se qualcuno mi diceva che voleva parlare con il babbo, non glielo dicevo, cominciai a raccontare bugie e non avevo più voglia nè di studiare nè di andare a scuola.
Intanto i mesi passavano e le cose peggioravano sempre, finchè un giorno che la professoressa di matematica, che era il mio osso duro, mi interrogò ebbi modo di scaricare il pesante fardello che mi ero messa sulle spalle.
"Tangocci vieni alla cattedra che oggi ti voglio interrogare bene !!" disse lei con tono imperativo...io mi avviai sicura che mi avrebbe umiliato come era solita fare essendo io molto portata per le materie letterarie, ma non in matematica !!
Durante l'interrogazione ho sbagliato e fatto scena muta, allora la vecchia Cerbera...si divertì ad urlarmi contro con stizza e mi disse " IO VORREI SAPERE CHI E' QUEL CRETINO CHE TI HA PASSATO ALL'ESAME DI AMMISSIONE......come ha fatto a non capire che questa classe non fa per te " Io non piansi nè dissi subito quello che da tanto volevo dire.....guardai tutti i miei compagni, Il Filippo Maria rideva ...la biondina abbronzata ..scuoteva la testa ...solo la mia amica ripetente Sfigata...mi guardava con preoccupazione...sentivo le guance che mi diventavano sempre più rosse, sapevo che stavo firmando la mia bocciatura... raddrizzai la schiena e con aria di sfida risposi " Ma come professoressa non si ricorda ?
ERA LEI ....CHE MI HA PASSATO A PIENI VOTI ALL'ESAME DI  AMMISSIONE !!"
Diventò bianca come un lenzuolo...mi fulminò con gli occhi si alzò e con aria cattiva ed un alito ancora più cattivo del suo sguardo mi urlò " VAI AL TUO POSTO ...tanto tu l'anno prossimo non sarai più in questa sezione ..ci puoi giurare"; mancava che sputasse fuoco dalle narici e la scena poteva essere di un film tragicomico !!!  Non mi bastò e risposi: " Se mi boccia mi fa un piacere, non mi piace stare in questa classe! " Me ne andai al mio posto sollevata, quasi contenta che l'anno successivo non sarei stata più lì ...guardai  quelle facce sfottenti di alcuni compagni .. contenta di aver dimostrato loro ...che anche se non avevo la loro posizione, le loro ville, ...avevo fegato per affrontare chi mi voleva umiliare!!! L'anno dopo mi ritrovai in una sezione stupenda, con me c'era anche la Mirella ripetente anche lei ....da quel giorno non ci siamo più lasciate abbiamo fatto medie e superiori insieme essendo sempre tra le prime della classe.  !!

Buona domenica dalla vostra nonna Pat !







(In questa  foto  la prima a sn fila centrale sono ancora alle elementari con la mia adorata maestra )

domenica 4 novembre 2018

4 novembre 1966....la mia alluvione

Purtroppo in questi mesi abbiamo visto tantissime alluvioni in luoghi diversi ed a volte anche 2 volte negli stessi luoghi.
Io sono sempre molto colpita da questi eventi perché ho vissuto questa esperienza il 4 novembre del 1966.
Oggi faccio un salto di anni, e da bambina come ho scritto nei racconti passati,passo ai 18 anni e vi racconto la mia alluvione...

Il 3 novembre il babbo tornò a cena e raccontò che tutti dicevano che l'Arno sarebbe esondato, noi abitavamo al pian terreno alla fine di via del Ghirlandaio, quasi sul Lungarno.
Sembrava impossibile che fosse vero, io ero una ragazzina e non mi rendevo conto che sarebbe potuto succedere sul serio, la nonna Beppina non capì bene la gravità della cosa e ce ne andammo a letto senza troppa ansia...
Il babbo si alzava sempre molto presto al mattino, il 4 novembre a quei tempi era festa nazionale, ma lui alle 6 si alzò, si preparò ed andò a vedere l'Arno, ma prima venne a svegliarci e disse di vestirci perché ci poteva essere bisogno di andare via da casa.
Avevamo appena fatto colazione che lui tornò trafelato urlandoci: "Presto...presto scappiamo!!! ho la macchina qui davanti a casa, scappiamo l'acqua sta arrivando tra pochi minuti non sarà più possibile andarsene!!!"
La nonna prese la borsa, il cappotto ed io il mio, non prendemmo altro, non ci fu tempo di pensare a cosa prendere...montammo velocemente sull' auto del babbo e mentre ce ne andavamo mi girai e dal finestrino vidi una "fiumana" marrone invadere la nostra strada, con una potenza tale che sembrava una enorme cascata di fango...

Accompagnammo la nonna a casa di parenti che stavano lontani dall'Arno ed io ed il babbo andammo a Prato dove lui aveva una piccola ditta ed io ero fidanzata da poco con Bruno.
Quando arrivammo a casa dei miei suoceri, nessuno riusciva ad immaginare il diluvio che si stava abbattendo su Firenze...qui tutto era normale, anzi c'era anche un timido sole...che sembrava vergognarsi ai nostri occhi di padre e figlia alluvionati...e disperati...
Tutti si dettero da fare per ospitarci, io la sera rimasi a dormire dai miei cognati, sposini da 2 mesi, il babbo tornò a Firenze da "quella" che vi presenterò nei futuri racconti, che allora era la sua fidanzata.
Non funzionavano i telefoni, neppure nelle zone non alluvionate, e non sapevo quando avrei rivisto il babbo, ci separammo piangendo di questa nuova disgrazia che si era abbattuta sulla nostra vita.
Ero contenta di stare a casa di Bruno, il mio ragazzo, la sua famiglia mi voleva molto bene e mi dettero tutto ciò che mi mancava...io avevo solo gli abiti con cui ero scappata.

Passarono 3 giorni prima che si potesse entrare in quella che era stata la nostra casa...
Mio cognato fu il primo ad entrare passando dalla porta posteriore, Bruno mi teneva, non voleva che vedessi il disastro...io mi divincolai e scivolando in quella melma che aveva ricoperto tutta la mia vita passata ...entrai in quel disastro...tutto era rotto, distrutto,  3 metri di acqua alta come i soffitti di casa, avevano rovesciato armadi, letti, sedie, i pesci morti erano dappertutto.
Mentre io piangevo abbracciata a Bruno arrivò il babbo, non disse nulla... bianco in volto con le lacrime che scendevano in silenzio, si diresse verso la sua camera, aveva con sé un sacco di plastica che si era procurato, aprì a forza un cassetto di quello che era il suo cassettone.
Lo guardavo e non capivo, lui cominciò a togliere manciate di fango che nascondevano le foto della mamma e della nostra famiglia, vuotò il cassetto e riempì il sacco,  poi abbracciò me Bruno e chi era con noi per aiutarci e disse: "Per me potete buttare via tutto, mi interessa solo salvare le foto di mia moglie...tutto il resto, se avrò la salute lo potrò rifare, ma queste non me le potrà rendere nessuno se non le salvo subito"


Se ne andò via con il  suo prezioso sacchetto gocciolante di fango...ed è grazie a questo suo gesto che ancora oggi posso godere di quelle foto che lui lavandole una ad una ha salvato dall'alluvione, e posso farvele vedere ogni domenica su qusto blog.

Ritornerò indietro nei prossimi racconti per continuare a parlarvi degli anni che hanno preceduto questo episodio, ma il racconto di oggi potrebbe essere quello con cui concludere la storia della mia infanzia ed adolescenza, perché come nelle favole...il principe salvò la cenerentola, questa volta "alluvionata" ah ah ah!

...1 mese e mezzo dopo, il 31 dicembre 1966 mi sposai con il mio principe...e così come nelle favole...dopo tante peripezie...il principe e la sua sposa...si incamminarono verso la loro vita ...
Il babbo dopo pochi mesi lasciò la "tizia" e si trasferì a Prato e dopo tanti sacrifici ritrovò la sua serenita'.
A volte non tutto il male vien per nuocere, a me l'alluvione ha portato bene....cosa volere di più dalla vita...un lucano?....io no, lo lascio a voi ah ah ah
Io ancora dopo 48 anni scelgo il mio principe azzurro....pratese!

Buona domenica dalla vostra nonna Pat !!

giovedì 1 novembre 2018

Ognissanti... giorno di festa per noi !!

Quando ero piccola non sapevamo per niente cosa fosse HALLOWEEN....
 come non esisteva "Fare il Ponte" , nel senso di andare via il 1 novembre anche se fosse stato un giorno che veniva vicino alla domenica.
Non è mai esistito non andare al cimitero il Primo novembre!!
Mio padre e mia nonna, comprarono un sepolcreto dove andarono ad "abitare il nonno Baldo e la mamma", così per noi andare al cimitero voleva dire andare a trovarli e dedicare tutto il pomeriggio del primo novembre a loro.


Una settimana prima , le zie cominciavano a parlare di come mi avrebbero vestita, mi provavano il
cappotto dell'anno prima o se era un po' piccolo , velocemente la sarta della zia Giancarla me ne cuciva uno nuovo, perché non si poteva andare al cimitero vestiti male.

Mi compravano le scarpe nuove ed anche cappello e guanti , perché allora era sempre freddo, c'era anche un detto "Per OGNISSANTI manicotti e guanti!!!

Si pranzava tutti a casa della nonna Olimpia a Ponte a Mensola , veniva anche la nonna Beppina.
Il cimitero è a Settignano un paese sopra a Ponte a Mensola così si faceva presto ed eravamo sempre i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via.
 A mezzogiorno tutti a tavola, poi il babbo io e le nonne prendevamo il "FILOBUS" che ci lasciava un po' lontani , ma era ed è ancora così bello il paesaggio di Settignano, che quella passeggiata che ci separava dal cimitero se non pioveva era molto piacevole.



Settignano è stato molto amato da Gabriele D'annunzio che abitava in una villa chiamata:
" La Capponcina, e da Bernard Berenson un americano storico d'arte che ha creato la famosa università per stranieri a Villa Tatti.... un paesaggio da poeti scrittori!!

Se anche pioveva a dirotto , il babbo era intransigente si DOVEVA ANDARE e rimanere davanti al sepolcreto, finchè non era stata data la benedizione.

Durante il tragitto ci fermavamo a prendere lo zio del babbo, Piero la cugina Pierina,che arrivava con marito e figli  e via via che ci si avvicinava al cimitero si aggregavano altri amici e parenti ed il corteo diventava sempre più folto , perché il babbo conosceva tutti !

Dopo che eravamo arrivati ed essersi fatti il segno della croce e detto una preghiera , il sepolcreto diventava un salotto ,arrivava l'amico del babbo, che aveva recitato con lui ed Albertazzi( apro una parentesi per dire che Albertazzi la scorsa settimana a Ballando con le stelle ha ricordato che era un ragazzino timido che viveva a Ponte a Mensola e che ha cominciato a recitare per vincere la timidezza, non disse che lo portò il mio babbo a recitare , ma fu proprio così ),arrivava la Marisa che chiamavamo Maria quando era a servizio da noi, arrivava l'amica del cuore della zia Bianca e tutti mi accarezzavano , mi dicevano , " Bellina, piccolina , tesorina , ecc ecc " io mi sentivo molto importante , alla fine non era poi tanto male non avere la mamma , tutti si preoccupavano di essere gentili con me, ed io a volte non ricordavo più che dentro a quel sepolcreto c'era Lei.




Questa abitudine è continuata per anni anzi dal 1957....non si è mai interrotta , perché anche dopo che  mi sono fidanzata ...si andava TUTTI al cimitero, ritrovando via via le solite persone invecchiate!!
 Poi è arrivato il tempo dei figli con cui abbiamo continuato a passare questo giorno davanti al sepolcreto anche se nè mio marito nè i miei figli avevano conosciuto la nonna né altri abitanti del sepolcreto, che era ancora più abitato adesso che c'era anche La Beppina e lo zio Romano.
Nel frattempo gli amici del babbo ..diminuivano ogni anno, ed eravamo noi ad andare a portare loro un fiore, ma il babbo imperterrito , andava e VOLEVA che ci andassimo fino all'ultimo anno della sua vita.
Quando c'erano i "Ponti " a volte provavo cautamente a dire " Babbo sai noi quest'anno si pensava di andare il giorno prima al cimitero" e Lui diceva solo "FAI COME VUOI"....per me dire fai come vuoi , significava  un divieto e mai abbiamo trasgredito al suo volere, non siamo mai mancati a questo appuntamento, ma ci siamo organizzati.

Si partiva la mattina e dopo una breve visita ai cimiteri di Prato, si andava a Firenze prima si mangiava al ristorante , per far contenti i bambini, poi cimitero, fino al crepuscolo, e dopo cinema...così senza accorgercene, il Primo Novembre è sempre stata una festa e  l'aspettavamo con gioia per ripetere il nostro rituale!
Anche  mia figlia continua a venire con la sua famiglia ,e le bambine corrono disinvolte intorno al sepolcreto.
Per noi andare a Settignano è diventata una abitudine che non ha niente di triste mio padre  se anche qui si fosse potuto come fanno in altri paesi, ci avrebbe fatto anche un picnic  vicino a quella che adesso è la sua casa e che forse sarà anche quella mia e di mio marito.
Infatti un giorno parlando per caso dove vorremmo andare quando sarà il momento, lui mi ha risposto" Dove vuoi andare se non a Settignano, quella ormai da quanti primi novembre ci abbiamo passato la sento casa mia !"  Passare l'eternità con il suocero e la suocera più nonna Beppina & company....ma siamo sicuri ??? " Pensiamoci bene perché poi sarà impossibile cambiare casa !!!

Buona domenica dalla vostra nonna Pat


mercoledì 17 ottobre 2018

17 ottobre 1965 ...Il nostro primo incontro

Non eravamo mai andate a ballare in una "sala"io e la mia amica e ci sembrava di fare veramente qualcosa di molto trasgressivo.
Appena arrivate vedemmo una marea di ragazzi e ragazze della nostra età che si accalcavano per entrare e già questo ci elettrizzo'.
Mi elettrizzai un po'meno quando tra quei ragazzi vidi mio cugino, che per me era come un fratello maggiore.
"Che ci fai tu qui?"mi chiese
"Se ci sei tu ci posso essere anch'io "risposi senza farmi intimorire.
"Si ma io sono un maschio tuo padre non vuole che tu venga nelle sale!
Ora che sei qui verrai al tavolo con me ed i miei amici così ti tengo d'occhio, se qualcuno ti da noia"disse ...io feci spallucce ed lo segui con la mia amica verso un tavolo.
Ci sedemmo noi 2 con 5 maschi.
Io mi guardavo intorno e vedevo tavoli tutti di femmmine che se ne stavano lì impalate o a riducchiare aspettando di essere invitate a ballare.
Mentre guardavo con curiosità. ..LO VIDI !
Entrava in quel momento insieme ad un amico più basso di lui...mi  piacque anche da lontano!Speravo che  venisse dalle mie parti, si guardarono intorno, poi il suo amico vide che c'era un tavolino libero dietro di me e si avvio per accaparrarselo e lui lo seguì.

Quando mi passò accanto i nostri occhi si incrociarono, non so se divenni rossa...ma so che se da lontano mi era piaciuto abbastanza ora ero sicura che mi piaceva...Tantissimo!
Feci finta di nulla ,mi girai a parlare con mio cugino, con i suoi amici e ridevo per darmi un contegno  ma mi sentivo gli occhi di lui  puntati addosso o forse mi illudevo che lo fossero.
La mia amica trovò un altra amica e se ne andò per un po'a parlare con lei
Io rimasi al tavolo a ridere e scherzare con 5 maschi, non mi importava niente di cosa dicevano, aspettavo solo di sapere se il ragazzo seduto dietro di me, si sarebbe alzato per ballare con qualcuna.
Un amico di mio cugino mi chiese di ballare ed io dissi che non avevo voglia,volevo aspettare ancora se lui si alzava.

Me lo vidi piantato davanti con aria tra l'imbarazzato e l'arrabbiato mi disse solo:
"Vuoi ballare?"mi sentivo come inchiodata alla sedia.. ma non lo feci aspettare dissi
"Volentieri"...mi prese per mano e ci incamminammo insieme verso la pista da ballo.
Lui non era di molte parole voleva solo stringere, ma io che di parole ne avevo tantissime....iniziai a chiacchierare per tenerlo a bada, durante il primo ballo sapevo già nome cognome di dove era, che studi faceva ah ah .
La musica finì e lui mi chiese di fare anche il prossimo ballo .
Io dissi si !.Alla fine del secondo ballo sapevo già i nomi dei fratelli e l'indirizzo di casa!
 Dovevo farlo parlare altrimenti voleva solo pomiciare ed io non ero d'accordo !

Nonostante gli avessi svuotato la testa con le mie chiacchiere-anti stringimento,mi chiese se si ballava ancora insieme...io mi feci un po'pregare perché avevo capito che lui voleva arrivare al suo fine, ma io avevo altri progetti....non ero una ragazza da una sera e via
Ballammo ancora ed ancora, poi quando ormai  si stava per tornare a casa ed io avevo quasi un braccio slogato per tenerlo lontano, da quanto stringeva, lui mi chiese il numero di telefono di casa perché non esistevano cellulari, io glielo detti , ma non chiesi il suo.
Non potevo immaginare che lui con i telefoni non ha mai avuto un buon rapporto e stetti15 giorni ad aspettare una telefonata che non arrivava.

Ero veramente delusa avevo creduto che mi avrebbe cercata , sapevo in sacco di cose di lui,  ma non avevo il suo numero ed anche se lo avessi avuto toccava a lui a fare il primo passo...non stava bene che fossi io a cercarlo.
Dopo 15 giorni la mia amica mi chiese :"Torniamo a ballare all'Antella?"
Risposi :"Si dai ...magari ci trovo quel ragazzo di Prato"

Ero seduta al tavolo con la mia amica, ma ero triste lui non c'era...!!!
Poi ad un tratto lo vidi sbucare da dietro una colonna.
Il cuore mi fece un balzo di gioia, ma rimasi ferma al mio posto, non sapevo se lui era interessato a me ,poiché non mi aveva telefonato.
Si guardava intorno era solo ,scruto' tutta la sala ed ad un certo punto mi vide !
 Lo guardai da lontano ..lui si fermò sorrise ed alzò la mano per salutarmi...poi venne dritto verso di me...
"Non è possibile pensavo...è qui, non sto sognando"
Si sedette al mio tavolo e disse"Finalmente ti ho ritrovata ,avevo perso il tuo numero di telefono, sono venuto a cercarti, ma non sapevo l'indirizzo, sono tornato con il mio amico domenica , ma non c'eri ! Per fortuna oggi ho provato a tornare da solo e ti ho ritrovata !!"
Credo che in vita sua un ragionamento così lungo non lo avesse mai fatto...non disse niente di strano, ma a me sembrarono le parole più belle che avessi mai sentito in tutta la mia vita.
Ero innamorata cotta, ma non mossi un muscolo, gli presi la mano e dissi
" Fa tanto piacere anche a me oggi averti rivisto"
 Questa volta ballammo un pò più vicini , ma senza esagerare , lui aveva capito che io non ci stavo  subito, io avevo capito che dovevo tenerlo sulla corda, era troppo abituato a ragazze che gli dicevano si al primo incontro.
 Ci scambiammo i numeri di telefono e fissammo di vedersi a Firenze in centro la prossima domenica-
Ci trovammo in Piazza Stazione ,lo vidi in lontananza ,quanto mi piaceva nel suo gessato e camicia azzurra, avrei voluto corrergli incontro ed abbracciarlo, ma rimasi impalata al mio posto in attesa che arrivasse !! Lui provò a baciarmi , ma io  mi girai e gli detti un bacio sulla giancia.!
Eravamo a metà novembre....ci vedevamo solo la domenica , si passava tanto tempo al telefono, parlavamo un pò di tutto, ma io mettevo tutto sullo scherzo!!
Tutte le domeniche arrivavo con il batticuore e con il proposito che non lo avrei ancora baciato!!
Volevo essere sicura che lui fosse cotto come ero io, ma lui non  doveva accorgersene!
 Se lui ci provava, gli dicevo che amavo l'amore platonico, come nelle poesie ah ah
Brindisi di mezzanotte ,sera del primo bacio con nonna Beppina sullo sfondo ah ah
Poi arrivò il 31 dicembre andammo insieme a ballare all'Antella, io accompagnata dalla nonna Beppina...ed a mezzanotte, finalmente ci fidanzammo con un bacio attesissimo da entrambi , ma soprattto da lui , che dopo tutto questo tempo era ormai innamorato quanto me !!!!

Buona domenica dalla vostra  Pat nonna cantastorie !!!

venerdì 5 ottobre 2018

LA BELLEZZA DI ESSERE NONNI

Il senso materno non si sviluppa in ciascuno di noi nei soliti tempi, c'è chi come me lo ha fin da piccola e chi si accorge di averlo solo al momento che diventa mamma.
Io che ho sempre sognato di diventare mamma , non avrei mai creduto che diventare nonna fosse ancora più emozionante.
Quanto sono importanti i nonni , oggi se ne parla tanto, ma quanto sono importanti i nipoti per i nonni solo noi nonni lo possiamo capire.


Non so voi , ma io conservo non solo i bellissimi disegni che hanno fatto le nipotine, ma perfino foglini dove c'è qualcosa che hanno fatto per noi, un cuoricino, un saluto, pezzettini preziosi per me della loro infanzia !!

Sono diventata nonna a 46 anni, un momento della vita che sei in corsa, pieno di impegni, di progetti un momento in cui ancora non pensi a diventare nonna,ma appena l'ho saputo dentro il mio cuore è stato come diventare nuovamente mamma
La mia esperienza di nonna è stata completamente diversa, con le mie nipoti grandi sono stata una nonna giovane , ma poco presente; per il lavoro del  padre sono vissute  sempre lontano.
Con le piccole sono stata una nonna non più giovane sempre presente lavorando insieme a mia figlia , ma l'amore , la gioia, la soddisfazione, la trepidazione...è sempre stata la stessa per ciascuna di loro 5.
Certo, mi è mancato tantissimo il non vedere crescere le nipoti grandi, mi hanno riempito di enorme gioia i loro ritorni e lacerato le loro partenze ed i mesi che ci separavano.
Con le piccole a volte quando vanno a casa, ci scappa anche di dimenticarsi il bacino, tanto domani so che ci rivredemo, anche se io amo sempre dare il bacino per salutare i miei figli e nipoti, perché mi sembra buona ed affettuosa  abitudine e perché ne ho bisogno!

I nipoti lo sentono il bene che un nonno può volere, lo sentono sia che ci sia un oceano o molti chilometri di distanza, sia che ti vedano tutti i giorni e tu sia per loro una abitudine.
Forse sono gli unici che conoscono veramente come siamo, con loro non abbiamo più la necessità di essere severi , come facevamo con i nostri figli, con loro si gioca, si parla, si ride, si fanno cose che i loro genitori non vorrebbero e se ci scoprono ci brontolano , ma non ci importa.
Ai nonni si raccontano i piccoli e grandi segreti, sappiamo che non ci tradiranno mai ed i nonni per la prima volta nella vita con i nipoti, riescono a tirar fuori la vera identità. ..quella che nessun altro conosce , perché è fatta solo d'amore, senza doveri, diritti e malizie....solo vero puro sincero amore.
Potrei scrivere un libro su tutto quello che ho provato e provo grazie alle mie 5 stelle, ma preferisco fermarmi qui, la tastiera del tablet, potrebbe rompersi con queste lacrime che ogni tanto cadono sopra ah ah
Concludo solo ringraziandole ad una ad una.
Grazie Annina, perché mi scrivi "Nonnina che grazia sapere che ci sei!"
Grazie Marta ,che ogni tanto prendi il treno e mi porti i tuoi meravigliosi abbracci!
Grazie Francy, che nei tuoi messaggi mi dici che ti manco tanto!
Grazie Bianca, che con la tua sensibilità mi commuovi!
Grazie Maria , che mi dici" Però sei un po' vecchina eh " poi mi salti al collo e ti metti a ridere.
Sono contenta di avere questa età. ..per aver goduto fino ad oggi di voi 5 che vicine o lontane, mi avete dato la grande gioia di essere la vostra nonna.❤❤❤❤❤

La parola ora va alle nonne ed ad ogni amica che pur non essendolo voglia lasciare un commento !!
Dite la vostra che ho detto la mia !!!
Buona domenica dalla vostra nonna Pat !!

venerdì 31 agosto 2018

Che fatica avere un babbo bello!

Oggi nel giorno della festa della mamma...vi parlerò del mio babbo!


Parlo sempre della mamma e vi faccio piangere allora ...poiché il mio babbo è stato anche un pò mamma vi parlerò di lui !

Si chiamava Orazio, mai nome fu più appropriato per una persona.
Se avete letto il post in cui parlo delle nonne, saprete che nella sua famiglia si chiamavano tutti con la O...ma come abbiano fatto i miei nonni a non sbagliare un colpo nei nomi da dare ai propri figli, resta un mistero!
Lo zio Orlando...era veramente furioso ed il mio babbo Orazio, un oratore nato come il suo più famoso omonimo!
Lo adoravo, ma è stata dura averlo come padre (e per lui avermi come figlia ah ah ah)

 


Quando morì la mamma avevo 9 anni e lui, in un momento così doloroso, mi giurò che mai mi avrebbe dato un' altra mamma.

Io non la volevo un' altra mamma, perciò affare fatto dissi dentro di me.

Passò il tempo e dopo un periodo di grande tristezza, il babbo ricominciò ad uscire tutte le sere per andare a giocare a carte (forse per questo io non amo le carte!)
Io ero abituata a vederlo uscire, lo aveva sempre fatto, anche la domenica pomeriggio.

Dicevano tutti che era bello, a me sembrava normale...era anche pelato e pure vecchio ai  miei occhi...aveva 33 anni quando rimase vedovo ah ah...
Piaceva molto alle donne da oratore qual'era ..incantava con il suo modo di fare...
Quel modo di fare un po' "gigione" all'Alberto Sordi!

Non potevo immaginare quante piacesse alle ragazze un vedovo...forse ispirava tenerezza.
Cominciai a ricevere cioccolatini e regalini vari da varie tizie che ogni tanto si facevano vive, facendo finta che gli piacessi io!

Poverine... non sapevano cosa le aspettava!...se credevano di farmi fessa si erano sbagliate di grosso...io non volevo fare come Biancaneve o Cenerentola, io la matrigna...non la volevo, potevo anche mangiare i cioccolatini, ma il babbo non me lo avrebbero fregato...garantito!
Tra le varie signorine che ogni tanto spuntavano, una volta mio babbo mi presentò un' amica di lavoro che sembrava Sofia Loren....io avevo 13 anni con brufolini e senza un briciolo di seno...lei era una dea!
La guerra fredda iniziò...
"Patrizietta cara, perché non mi dai del tu?" 
...io tranquillamente: "No grazie non posso, io del tu lo do solo a chi mi è simpatico..e non è il suo caso!"
Chi mi dava tutta quella grinta non lo so....ma poiché vi ho sempre detto che la mia mamma è stata il  mio Angelo Custode forse...era anche lei che non voleva che il babbo avesse un' altra donna...ed io pur rendendogli la vita difficile ce la volevo fare a fargli mantenere la promessa che non mi avrebbe mai fatto avere una matrigna!

La diva...aveva una figlia piccola ed io le studiavo i lineamenti per capire se fosse figlia di mio padre!

Che fatica avere un babbo bello che tutte volevano...che fatica cercare di capire se avevi fratelli in giro...
Io non ho mai conosciuto l'amore fraterno, ma ho conosciuto la paura di sentire un giorno suonare  il campanello e trovarmi qualche estraneo...però fratello mio ah ah ah!

Povero babbo, gli ho dato un bel da fare...d'altronde la mia mamma quando era malata ed incinta di me, lo aveva avvertito che voleva lasciargli una bambina di ricordo...e forse non glielo confessò...ma voleva lasciargliela perché lo tenesse d'occhio...ed io mi sono ingegnata, per accontentarla!

Come avrete capito, Orazio non si risposo' mai..ed io non ebbi altri fratelli ma una fatica...che non
potete immaginare ah ah ah

AUGURI MAMMA ce l'abbiamo fatta ...il babbo è rimasto nostro tutta la vita !!!


martedì 16 gennaio 2018

SPERIAMO DI NO !

Stavo ripiegando delle maglie e pantaloni, che avevo fatto vedere nell'ultima difficilissima vendita, in cui una figlia con la mamma e la nonna mi avevano messo a dura prova, ma alla fine con gentilezza ed esperienza ero riuscita a fare
Mia figlia e Bianca, sono uscite dall'ufficio dove avevano studiato scienze.
Erika è andata al piano di sotto mentre Bianca "mogia mogia" è venuta verso di me abbracciandomi forte forte!
Ho visto che stava piangendo, allora le ho detto accarezzandola:
"Amorina cosa c'è, hai litigato con la mamma?"
Lei piangeva in silenzio, allora l'ho portata con me in un camerino, mi sono seduta, l'ho presa in collo e le ho detto baciandola:
"Raccontami tutto, amore !"
"Sai nonna abbiamo studiato scienze, abbiamo parlato del cervello e la mamma mi ha detto che a volte il cervello ha delle malattie strane, che si può perdere la memoria....ed io ho pensato che se capitasse a te, non ti ricorderesti più che sono la tua nipotina!"
Groppo alla gola immediato, ma poiché il cervello per ora funziona, mi sono ripresa subito ed accarezzandola per consolare lei e me, che mi ero commossa per sua sensibilità, le ho detto:
"Tesoro, è vero queste cose possono capitare, ma speriamo che a me non capiterà mai! Comunque facciamo un patto segreto tra me e te!
Se un giorno io non ti riconoscero' tu verrai da me e mi dirai:
"Buongiorno signora, sa io non ho più la nonna , posso essere la sua nipotina?"
Ed io rispondero'"Io non ho mai avuto nipotine, mi farebbe molto piacere"
Allora tu andrai a chiamare anche Maria, Anna, Marta e Francy e tutte faranno come te ed io avrò nuovamente le mie nipotine.
Tu e loro mi insegnerete ad essere la vostra nonna e saremo felici e contente"
 Bianca rideva, si era rasserenata questa mia idea, le ha dato la sicurezza che non potremo perderci e dandomi un bacio, se ne è andara via contenta.
Io avevo il groppo alla gola pensando che non sarebbe così semplice, come le ho fatto credere, ma la mia positività è venuta in mio aiuto.
Certo, se perdessi la memoria, forse chissà quante cose che mi è passato per la mente in questi quasi 50 anni al pubblico, direi liberamente, come volevo fare con mamma, nonna e figlia di prima ah ah...potrebbe essere divertente!
Sicuramente non saprei più usare il computer, ma se per caso fossi ancora su FB e non mi ricordassi di voi....vi prego di chiedermi nuovamente l'amicizia ah ah
Buona domenica, dalla vostra nonna Pat❤

domenica 31 dicembre 2017

31 dicembre 1966...ed iniziò la nostra FAVOLA !!!


Fin dal momento in cui ci eravamo fidanzati, sognavo di sposarmi con Bruno, sognavo di avere una casa,dei figli con lui, sognavo la nostra Famiglia!
Ma pensavo che fossero solo castelli in aria, vedevo che i ragazzi delle mie amiche stentavano a comportarsi seriamente, anzi non volevano andare a conoscere i genitori, preferivano essere fidanzati "fuori" anziché "in casa" !!
Tipica foto in stile anni 60 ...ed in clima natalizio !
Noi ci vedevamo poco solo la domenica, lui sarebbe voluto venire anche qualche sera in settimana, ma io non avevo il permesso di uscire.

Un giorno mi disse: "Senti, ho deciso che voglio venire a parlare con il tuo babbo, ci dobbiamo fidanzare in casa!" ...PAROLE MELODIOSE per me che non sognavo altro!
Gli avevo raccontato la mia situazione difficile, con il babbo severo e la pseudo-matrigna che non sopportavo, ed ero imbarazzatissima a portarlo a casa per questi problemi.
Lui mi rincuorò dicendo che dovevo chiederlo subito al babbo e così feci .
Il babbo fu un po' ostile dicendo che ero troppo giovane, ma io ero così decisa che mi disse di farlo venire e fissammo per il sabato pomeriggio successivo!
Ero molto emozionata e lo divenni ancora di più appena iniziarono ad arrivare fiori da parte dei miei futuri suoceri, dai fratelli di Bruno e dalle cugine!...che meraviglia, non avevo mai visto a casa delle mie amiche questa usanza, a Prato erano più gentili che a Firenze, pensai!!

Bruno arrivò, con il suo bel gessato tutto carino, sbarbato e profumato...io avevo il mio abitino preferito!
Il babbo lo fece sedere sul divano, si presentarono e mentre io ero lì sognante, sentivo la voce del babbo dire cose che non capivo "Ragazzo...ma sei impazzito a volerti fidanzare a quest'età? Io non sono d'accordo, siete troppo giovani, dovete finire la scuola! Mi sembri un bravo ragazzo, ringrazia la tua famiglia per questi bei fiori, ma io non vi do il permesso fino a giugno che non è finita la scuola...Se vi volete bene saprete aspettare."
NOOOO...non poteva essere così cattivo, io e Bruno eravamo mortificati e rossi come 2 peperoni, gli risposi male, ma la mano di lui mi fece capire che non gli importava niente del babbo, me la stringeva con così tanta forza che ebbi la sicurezza che avremmo fatto come volevamo, con o senza il suo consenso!!!
Continuammo a vederci di nascosto, mi regalò una fedina che portavo orgogliosamente all'anulare sinistro, anche a tavola la sbandieravo sotto il naso del babbo, per fargli capire che stavo facendo di testa mia. La nonna Beppina era dalla mia parte e molte sere, appena il babbo usciva per andare a giocare a carte, Bruno arrivava e lei gli faceva il caffè!
Una sera che c'erano anche due nostri amici...si sentì suonare il campanello e dalla paura che fosse il babbo, Bruno ed il nostro amico si calarono dalla finestra ah ah ah meno male che stavo a piano terra !!
Finalmente arrivò giugno...e dopo gli esami Bruno si ripresentò...il babbo dovette arrendersi e chiamò la nonna per presentarglielo. Disse "Beppina, sicuramente lei lo conosce già, quando non c'è la mamma, c'è la nonna a reggere la parte !"  Allora facemmo una risata, Bruno ed il babbo da quel giorno si dettero del tu, ed ebbero anche molta confidenza!
Da giugno a novembre facevamo la vita di 2 normali fidanzati, a cena da uno,a pranzo dall'altra, ma c'era il problema (per me) che lui, il gennaio successivo sarebbe partito militare già deciso Areonautica Militare, il suo sogn , voleva fare il pilota!!

Il 4 novembre io ebbi l'alluvione (come vi ho raccontato IN QUESTO POST ), rimasi senza casa e fui ospitata a casa di Bruno, poi un giorno mentre si andava da Prato a Firenze...per sistemare quel rudere che era diventata la mia casa, lui mentre stava guidando mi disse "Che ne dici se ci sposassimo ???"
AVEVO SENTITO BENE....mi aveva chiesto di sposarlo...ed io che avrei voluto saltargli al collo dalla gioia, ma nella 500 mentre guidava non era il caso risposi "Che meraviglia, non andrò più a letto da sola !"
Volevamo sposarci il 26 dicembre, ma la chiesa che avevamo scelto era occupata...dopo tanti anni abbiamo scoperto che gli sposi di quel giorno erano i nostri futuri consuoceri, i genitori di mia nuora!!
Allora decidemmo di sposarci il 31 dicembre ad un anno esatto dal nostro primo bacio!
Ci vollero le firme dei nostri genitori , perché non eravamo ancora maggiorenni.
Gli ultimi giorni prima del matrimonio mi trasferii a casa della zia Bianca e da li, partii la mattina del 31 dicembre 1966!
Quando salutai Firenze in una auto elegante di un amico del babbo, con lui al fianco ed io nel mio bel vestito bianco,con il cuore in gola dalla gioia di andare verso la chiesa dove Bruno mi aspettava, mi sentivo leggera come una piuma, sentivo che accanto al mio amore mi attendeva la vita che da sempre immaginavo, senza niente di strano ma solo tanto amore da vivere con lui...e poi figli e nipoti!
Insomma , mi aspettava la favola che avevo sempre sognato e lui era ed è ancora il mio principe azzurro!

Buon fine anno e buon anno nuovo dalla vostra nonna Pat❤
Ah ah ....mai vista una sposa che tiene il mazzolino in mano ...fino al momento di entrare in casa !!!
Ero proprio una bimba .... ah ah






domenica 26 novembre 2017

REGALO DI NATALE

Dopo il primo impatto del ritorno a scuola, le cose presero una parvenza di normalità.
Tutti i giorni, quando tornavo da scuola e le nonne mi aspettavano sulla porta insieme andavamo a salutare gli zii Giancarla ed Osvaldo che avevano ripreso il negozio di ortolano del nonno.
Se era il turno della nonna Olimpia (ricordate che lei veniva a casa mia il lunedi, martedi e mercoledì) gli zii restavano a pranzo da noi, a volte cucinava la nonna, a volte la zia portava delle pietanze fatte da lei che cucinava benisimo, infatti vi ricordate che vi ho raccontato che anni dopo lei e lo zio misero un ristorante.
Mi piaceva tanto stare con loro e quando la zia mi portava con sè a fare spese mi sentivo importante perchè si fidava del mio parere.
La domenica non si andava più a pranzo a Ponte a Mensola, perchè era il turno della nonna Beppina se non aveva voglia di cucinare, cosa rara, ci portava tutti al ristorante "al Girarrosto", lei amava questi ristoranti dove si stava seduti fino alle 4 a chiacchierare, inebriati dai profumi delle braci dove cuocevano file di polli, conigli, spiedini, ariste.
Il babbo e lo zio Romano che fumavano anche a tavola, ci inondavano delle nubi delle loro sigarette e si usciva dal ristorante con addosso odori di fumi vari ed anche il lunedi se avevo lo stesso cappotto , mi portavo dietro questo odore domenicale.
La zia Giancarla un giorno mi chiese se potevo andare a casa a Ponte a Mensola per farle compagnia visto che la domenica non ci andavamo più ed io contenta dissi sì.
Mentre eravamo in casa, suonò il campanello e si affacciò la sarta che stava sullo stesso pianerottolo
"Giancarla"- disse - "che c'è la Patrizina? Che bello che sei qui, sono contenta di vederti e poi ti devo chiedere un piacerino!"
Io la guardai, sorpresa "Cosa mi vuoi chiedere?" risposi.
"Sai ciccina, io ho una nipotina della tua età che vive a Torino e per Natale volevo farle un bel vestitino, ma non ho le misure, mi puoi fare da modella?"


"Volentieri" dissi , quando si trattava di vestiti ero sempre pronta a provarmeli.
Mi fece vedere una stoffa a quadretti piccolissimi, sui toni del beige, azzurro e grigio, mi spiegò come lo voleva fare, e mi chiese se mi sembrava una bella idea
A me quella stoffa morbidissima ed il modello che mi aveva proposto piacquero subito e le dissi che la sua nipotina sarebbe stata molto contenta di ricevere un bel vestito così.
Tornando nella casa della zia , le dissi che quella bambina era proprio fortunata ad avere un vestito così bello e la zia mi dette ragione.
La settimana successiva tornai un pomeriggio con la zia Giancarla a casa sua e lei un pò in imbarazzo mi dise "Patrizina, bisognerebbe essere così bravi da tornare dalla sarta, mi ha detto che non è sicura che il vestito sia perfetto, sii brava falle nuovamente da modella."
Io ero un pò scocciata ed anche un pò gelosa di quella bambina che avrebbe indossato il vestito che io provavo per lei, ma per amore della zia, andai, lo riprovai, mi guardai allo specchio e mi montò la rabbia! Ma guarda io devo mettermi un vestito così bello per una bambina che non non conosco e che mi sta pure antipatica! Ora poi che il vestito aveva anche un bel collettino bianco ed un fiocchino blu al collo, come la cinturina!
"Zia, ora basta, questo vestito non lo voglio provare più."
"Ma ti piace?"  disse la zia
"No, non mi piace." risposi, con le guance rosse dalla rabbia che mi faceva quella bambina.
"Meglio"- disse la zia - "tanto non è nostro"
Io lo sognavo anche la notte quel vestito, ma non lo dicevo a nessuno !!
Il nostro primo Natale da soli gli zii vollero in tutti i modi che io ed il babbo andassimo a dormire da loro la vigilia per andare insieme alla messa di notte e per svegliarsi con i regali sotto l'albero come avevamo sempre fatto. Il babbo accettò per far contenti loro e la nonna Olimpia, io ero contenta, facevo ancora finta di credere a Babbo Natale, per la paura che non mi arrivassero regali ma l'anno prima avevo scoperto con tanto dispiacere che non esisteva!
Curiosa come sempre avevo guardato dentro un armadio, dove la mamma frettolosamente aveva messo qualcosa...ed avevo scoperto la bellisima bambola che desideravo e che "Babbo Natale" mi portò 2 giorni dopo.
Quest'anno avrei fatto ancora finta di crederci, ma tutti sapevano che non era vero.
Il giorno prima di Natale ci trasferimmo a Ponte a Mensola, dove la nonna ci aveva preparato il suo lettone, con le lenzuola sempre profumate di lavanda, io ero contenta nonostante tutto...ed anche il babbo quella sera sembrava meno triste di sempre, piaceva anche a lui essere nella vecchia casa della sua infanzia. Dopo la messa ci demmo tutti un bacino ed andammo a letto.
un mio biglietto di auguri al babbo, di quando ero piccina
La zia mi disse "Domattina ti sveglio io per vedere il regalo di Babbo Natale"... ed io mi addormentai serena!
La notte ogni tanto mi svegliavo per vedere se era già mattina, poi mi riaddormentavo...contenta che le ore che mi separavano dal mio regalo fossero sempre meno.
Mi immaginavo mille cose, ma ero incerta, la letterina a Babbo Natale quell'anno non l'avevo voluta scrivere....mi ricordava troppo le letterine che ogni Natale la mamma mi faceva scrivere guidando la mia mano!
Finalmente la porta si aprì e la zia Giancarla mi dette il buongiorno ed un bacio, mi fece mettere la vestaglia rosa bella calda, le ciabattine, poi con aria sospetta mi prese per la mano ed andammo verso il salotto.
Era tutto buio, lei accese la luce e sulla poltrona accanto all'albero LO VIDI....mi andò il cuore in gola....il vestito per la bambina di Torino era lì, era mio....abbracciai forte la zia mentre il babbo la nonna e lo zio Osvaldo mi guardavano commossi.
Quando ho pensato a questo racconto ho cercato ovunque la foto che vedete sopra, mi ero rassegnata a metterne un altra ,quando mi è venuto l'idea di guardare in un cassetto e l'ho trovata !!
E' stata una grande emozione... l'ho tenuta per anni nel portafoglio...come ricordo di un Natale che poteva essere il più triste della mia infanzia e divenne uno dei più belli che ricordo in vita mia!

Buona domenica dalla vostra Pat  nonna cantastorie !!

domenica 19 novembre 2017

I MIEI ZII ♥

Non tutti hanno la fortuna di avere zii e soprattutto zii che ami veramente quasi come i tuoi genitori...io si !!!
Avevo 3 zii e 3 zie...gli zii Orlando ed Osvaldo fratelli del babbo, e lo zio Romano fratello della mamma...loro erano i miei zii di sangue....le zie si dice acquistate, perché erano le loro mogli.


da sn: la mamma ed il babbo, ed i miei 4 zii, io sono quella con la coroncina!

Il mio zio preferito era lo zio Osvaldo, il fratello piccolo del babbo.
Era un carattere molto diverso da mio padre era allegro, giocherellone, comprensivo... mi voleva un bene immenso ed io lo ricambiavo con lo stesso affetto.
Quando ero piccola, lui non era ancora fidanzato, era lo zio "giovanotto", come si diceva allora ed io e lui eravamo i ragazzi di casa! Appena arrivavo a Ponte a Mensola per i pranzi domenicali, lui mi veniva a prendere ed io lo abbracciavo, ma mi arrabbiavo subito perché mi diceva che era più bello lui di me "No, zio son più bella io"..."no macchè son più bello io " replicava, allora mi stufavo ed una volta gli risposi :
"VUOI ESSER BELLO TE ?...o ESSI " e questa frase che fece ridere tutti, me la ripeteva anche quando lo andavo a trovare ed era ormai anziano!

Il babbo e lo zio Osvaldo
Si fidanzò con una bella ragazza mora, ed io che avevo gli stessi gusti dello zio, me ne innamorai...la mia adorata zia Giancarla! Erano giovani, allegri, spensierati, ed io stavo così bene con loro che non volevo mai che andassero via....anche quando mi fecero la lavanda gastrica (vi ricordate QUESTO RACCONTO? ) ...volevo solo lo zio Osvaldo e la zia Giancarla, forse sapevo che mi avrebbero evitato qualche sculaccione dei miei genitori  ah ah

Il babbo era più alto dello zio ed a volte se ne vantava, ma lui replicava che era stata la sua fortuna, non essere alto, perché in tempo di guerra una volta che era con un amico alto come il babbo, i tedeschi avevano sparato contro di lui ed il suo amico, ma avevano colpito alla testa solo l'amico, lui era più basso del muro dietro il quale si erano nascosti  ah ah ..e non lo avevano preso !!

Quando si sono sposati gli zii erano rimasti a casa con la nonna Olimpia a Ponte a Mensola, dove vivano anche gli altri zii Orlando e Bianca in una casa vicina, per questo io stavo tanto volentieri in questo borgo di cui vi ho parlato nello scorso racconto ( IN QUESTO RACCONTO QUI )

Amavo molto anche la zia Bianca...era così bella, bionda, sembrava Michelle Morgan un' attrice francese, ma quando anche da grande glielo dicevo lei rideva e mi diceva "Patrizina ..te tù hai visto un film" detto toscano per significare che siamo un po' con la testa tra le nuvole ah ah
Certo aveva ragione, lei era una donna molto semplice, ma non poteva essere tanto diversa aveva sposato un uomo buono come il pane, ma un "orso"!...diceva sempre cose giuste, ma misurate, poche parole e buone come si dice a Firenze; anche lui somigliava ad un attore dell'epoca, vi ricordate Orson Welles?  Ecco, lui assomigliava ad Orson ed era un orso ah ah ...ma io gli volevo molto bene..anche se riuscivo ad essere più espansiva con gli altri zii.

Dopo che la mamma non c'era più loro mi hanno coccolato e viziato tanto!!
Non avevano bambini, la mia cugina arrivò quando avevo 14 anni .. e fu una gioia immensa per me, ma fino a quel momento, dai 9 ai 14 anni sono stata la bambina dei miei 4 zii ed anche dopo, non è cambiato nulla...solo che adesso di bambine i miei 4 zii ne avevano 2 !!!
La zia Giancarla era addetta al mio abbigliamento ed io ero così contenta di andare nei negozi con lei, era giovane e moderna e ci teneva che io fossi bellina; era un' ottima cuoca infatti lei e lo zio Osvaldo sono stati i primi proprietari della "TRATTORIA OSVALDO" a Ponte a Mensola...che esiste ancora, ma io non ci vado mai, mi fa troppa tristezza senza loro.

La mia mamma voleva che fossi molto educata e mi aveva insegnato a comportarmi bene in casa propria come in casa di altri....dopo che non ci fu più, da giugno a ottobre quando ricominciava la scuola, stetti a casa delle zie, che facevano a gara per tenermi, e poichè stavano accanto non c'erano problemi...bastava prendere il pigiama e spostarsi da una casa all'altra...
Quando ero dalla zia Bianca e dicevo "...grazie zia..scusa zia ...zia posso...permesso zia..."  lei mi abbracciava e nella sua semplicità, mi diceva: "Tesoro non mi dire sempre per tutto Grazie, Scusa....e tù sei troppo educata ..tù mi fa' pena...e tù sei anche orfana!"

Non so se piangere o ridere ricordandola....cara, dolce, semplice zia Bianca, tu con Orson...Osvaldo e Giancarla ....siete stati le colonne della mia adolescenza....e siete ogni giorno nel mio cuore !!!
Patrizina Vostra♥

Buona domenica dalla vostra nonna Pat !!♥

domenica 29 ottobre 2017

I MIEI NONNI

Dall'inizio dei miei racconti, ho parlato sempre delle nonne, ma poco dei nonni...è stata la festa dei nonni questa settimana  per questo ho deciso di presentarvi anche loro.
Pur avendo 2 coppie di nonni non posso dire di avere avuto preferenze...li amavo veramente allo stesso mod, come è naturale qualche affinità di carattere ci poteva essere, ma l'amore era lo stesso perché ho avuto la fortuna di avere nonni speciali.
Erano 2 coppie completamente diverse....ed io stavo bene per questo con ognuno di loro, non mi annoiavo mai.
Il nonno Oreste, padre del mio babbo, era alto, dritto come un fuso, magrissimo, con baffetti e pochi capelli. Vedendolo per strada poteva anche incutere soggezione, tutti i Tangocci facevano questo effetto, ma era l'uomo più dolce della terra...
Si alzava tutte le mattine alle 4 per andare al mercato, faceva l'ortolano (come vi ho raccontato IN QUESTO POST QUI); mi ricordo che quando andavo a dormire da loro, la nonna Olimpia prima di andare a letto preparava la caffettiera napoletana da 2 persone, apparecchiava per la colazione, fette di pane arrostito e tazzone per il latte, poi preparava anche 2 fette di pane dove a volte metteva del formaggio pecorino, a volte la frittata, lo rincartava nella carta gialla e lo metteva nella tasca del giaccone del nonno così aveva pronta anche la seconda colazione che avrebbe fatto dopo aver comprato cosa gli serviva al mercato per vendere nella sua bottega.
Il nonno mi prendeva sulle ginocchia, mentre aspettavamo che la nonna preparasse tutto e mi raccontava una storia oppure mi lasciava fare il mio gioco preferito...pettinare i suoi pochi capelli con il pettinino fine, che tutti gli uomini in quel tempo portavano nel taschino.
La nonna intanto si lavava, metteva la sua bella e calda camicia di peloncino, scioglieva i lunghi capelli che tutto il giorno teneva in una crocchia, e prima di dormire si faceva la treccia.
Quella lunga treccia grigia che sembrava quella di una "bambina vecchia", mi inteneriva molto.
Poi entravamo tutti e 3 nel lettone ci facevamo il segno della croce, la nonna pregava ed il nonno rispondeva alle sue litanie...io giocavo con il rosario e mandavo baci alla bella Madonna di Lourdes che la nonna aveva sul cassettone e che adesso ho in casa mia.
Era un uomo molto "da famiglia" il nonno Oreste, (molto diverso da mio padre ah ah) sempre con la nonna, e la domenica quando andavamo tutti a pranzo da loro, lui rigovernava e dava il cencio per aiutare la nonna...poi svelti, svelti si preparavano per andare al "Cine" che era il loro unico svago.
Quando morì avevo 5 anni, ci fu una processione da casa alla chiesa  con preti, candelabri e fanfara...io mi sentivo molto importante in prima fila accanto alla nonna recitando ogni passo una preghiera.

La Beppina e Baldo, gli altri miei nonni, erano completamente diversi, molto dinamici, andavano spesso all'opera che amavano tanto...nella libreria avevano tutti i libretti di opere che sapevano a memoria e spesso duettavano in casa, con la gioia di noi bambini.Da quando il nonno Baldo era diventato cieco a causa di un incidente sul lavoro ( lavorava il ferro battuto, di cui lui era un eccelente creatore, tanto da esportare già prima della guerra i suoi lavori in America) la vita del nonno era molto cambiata e passava le giornate accanto alla radio o a spasso con me, la nonna ed il suo bastone bianco!
Fortunatmente la nonna Beppina non si perdeva mai d'animo, ed anche se non potevano fare più la vita di prima, lo portava in centro in carrozza e mentre se ne stavano a bere the o cioccolata calda, gli raccontava tutto ciò che c'era intorno.
Lui che amava tanto leggere, era stato colpito nel suo punto più prezioso, gli occhi, ed allora usava tutto il suo sapere, per raccontare a noi bambini le sue esperienze, la Divina Commedia, che sapeva a memoria , le poesie di Stecchetti, che a me facevano paura o le sue barzellette, che accompagnaaa con sonore risate.
La nonna ogni tanto provava a ripetere qualche barzelletta, ma si dimenticava sempre la fine ed allora lui rideva, soddisfatto, perché almeno in quello era più bravo di lei.
La nonna Beppina portava i capelli corti, molto "avanti coi tempi" per una nonna, visto che tutte avevano la crocchia, e le piaceva tanto andare dalla parrucchiera per sapere i fatti di tutti ed il nonno quando lei ci voleva raccontare tutte quelle "ciance" da donne, si innervosiva ed accendeva la radio.
Se rimanevo a dormire da loro, la nonna metteva "il caldo a letto"cioè "il trabiccolo con il veggio" per scaldare le lenzuola che erano fredde marmate.
Io ed il nonno andavamo velocemente a letto e facevamo un gioco...ci si coprirva tutti, poi lui mi cantava una filastrocca di sua invenzione... "...e la Cillina Cillina Cillo', andò a Lucca e poi la tornò" ed io replicavo "Il nonno Baldo c'ha il sedere caldo, andò a letto e se lo bruciò" ah ah  ridevamo come 2 bambini, poi arrivava "la generalessa" che ci diceva di togliere i piedi dal trabiccolo altrimenti ci venivano i geloni.
Prima di dormire, con loro non si dicevano preghiere, ma i baci non mancavano mai.
Mi piaceva tanto dormire con i miei 4 nonni...ricordo ancora i loro aliti un po' pesanti, ma volevo loro troppo bene per dirglielo....mi tappavo il naso e li abbracciavo, addormentandomi serena.
Quando il nonno Baldo morì avevo 7 anni ...non c'erano preti, candele o canti di chiesa...vennero i suoi amici, si caricarono a spalla la sua bara...e con un grande sventolio di bandiere rosse lo portarono fino alla sua ultima dimora...
Io ero doppiamente triste...avevo perso il mio secondo adorato nonno ...e non si cantavano quelle belle canzoni di chiesa che mi piacevano tanto !

Questo è l'ultimo racconto dove vi parlo della mia infanzia ...ho tergiversato, vi ho presentato tutti...ora devo prendere coraggio e introdurvi con me in quelli che sono stati gli 8 anni più brutti della mia vita...domenica prossima so che ci sarete tutte a tenermi per mano...ci conto, perchè ne ho veramente bisogno !
Un grande abbraccio dalla vostra nonna Pat

domenica 17 settembre 2017

Nonna Beppina (seconda puntata)

da sinistra, io in braccio ad una zia, mio padre seduto, mia madre in ginocchio, e di fronte a lei la nonna Beppina
La nonna Beppina era nata il 19 marzo, giorno di San Giuseppe per questo si chiamava Giuseppa, ma quel nome brutto datole lo aveva trasformato in Beppina ...sicuramente fosse vissuta più tardi si sarebbe fatta chiamare Giusy da come era vanesia !!! ah ah
Veniva da una famiglia di commercianti, semplice ma benestante ed essendo figlia unica era stata sempre coccolata ed aveva potutto togliersi molte soddisfazioni.
Non aveva mai lavorato, c'era la mia bisnonna Sara che si occupava di tutto e lei faceva la signorina che già andava al mare negli anni in cui tanti il mare non lo avevano visto neppure sulla carta geografica!!!
Era molto ambiziosa, diceva che era contenta di aver trovato il nonno Baldo che era un buon partito, non perché veniva da una famiglia ricca, ma perché era un bravissimo artigiano del ferro battuto, che andava tanto di moda e lui spediva anche in America e così guadagnando bene poteva continuare a fare la vita agiata che aveva sempre fatto.
Diceva che CI SI DOVEVA SPOSARE PER AMORE, MA SOLO SE ERA UN BUON PARTITO!!!

Mia madre conobbe mio padre per sbaglio, perché lui era andato nella sua zona a cercare una certa Marisa, abbastanza "sveglia", con cui era uscito qualche volta...
...ma il destino gli fece cambiare idea!
Chiese ad un ragazzo: "Scusa sai se da queste parti abita una certa Marisa?"
Il ragazzino si girò e disse: "Certo eccola là!" ...e lui si trovò davanti mia madre, con quel bel portamento signorile, con quello sguardo profondo, bella nel suo impermeabile bianco, con i capelli sciolti e la bocca carnosa!

Se ne innamorò al primo sguardo e lei che non sapeva perché quel bel ragazzo la stesse fissando con quegli occhi ai quali era difficile resistere...abbassò lo sguardo, ma era insieme alla Beppina alla quale non sfuggiva nulla!
"COME MAI QUEL TIPO TI GUARDA COSÌ?" disse....arrivò il ragazzino e spiegò che quel giovane cercava una certa Marisa, la mamma fece un sorriso avendo capito quale  Marisa cercasse...
la nonna non sorrise per nulla sapendo il motivo che lo aveva portato lì !

CHISSÀ CHI È ...È VESTITO DA SIGNORE, MA NON CREDO SIA UN "BUON PARTITO"!...
forse pensò fra sè !!!

Il babbo capì subito che se voleva conquistare la figlia doveva partire dalla mamma e senza timore si avvicinò salutò educatamente la nonna e disse che era venuto da quelle parti a cercare una ragazza con cui usciva suo fratello, lui non era affatto contento sapendo che non era una ragazza seria !

La nonna si riprese subito quando seppe che non era lui che frequentava ragazze "sveltine" e disse che aveva ragione e tante belle cose.....
Lui lasciò il suo biglietto da visita (a quei tempi si occupava della vendita di maglieria di un famoso maglificio dell'epoca) si scuso del frainteso e sempre parlando con la nonna, le conquistò entrambe!

Nel corso della vita quando si parlava scherzando di questo episodio la nonna diventava nervosa, perché si riteneva tanto furba e non ammetteva di essersi sbagliata, a dar confidenza a mio padre che con la sua parlantina da oratore...in poco tempo con una scusa o con un' altra si fece invitare a casa sua conquistando anche il nonno e lo zio!

Non era il "gran partito" che avrebbe voluto per sua figlia la nonna Beppina, ma il babbo era molto brillante, elegante, educato e molto innamorato della mamma ed anche lei di lui, così si rassegnò e sperò che se avesse venduta tanta maglieria, forse  anche lui poteva far fare una vita agiata alla sua  Marisina, ma sopratutto portarla al mare....che era il chiodo fisso della nonna!!!
Sicuramente al mare ce la portò anche dopo sposato ...perchè non sono riuscita a trovare una foto in cui io non sia in costume....ah ah ...rigorosamente di lana e con bretelle...mi sto chiedendo se era la moda dell'epoca..o se perchè il babbo lavorava nella maglieria ah ah !!
il famoso costume di maglia, che ogni anno mi veniva rifatto sempre uguale!


...gli anni passano ma il costume di maglia è sempre il MUST HAVE del mio guardaroba ah  ah ah

domenica 10 settembre 2017

Le cene a casa Tangocci...

Vi ricordate quando parlando della mia casa di bambina, vi ho spiegato come era la mia casa?
Vi ricordate la sala da pranzo? Era molto bella la nostra sala da pranzo...con quel bel tavolo da 12 persone...la finestra si affacciava sul giardino ed in quella stanza c'era una bellissima luce di giorno, ma quando la sera venivano tirate le tende ed acceso il bel lampadario a foglie come usavano allora...mi sembrava ancora più bella!
...il bel lampadario di via del Ghirlandaio, che adesso è in casa mia...
Se la mamma stava bene, amava molto cucinare e quella stanza bellissima che rimaneva per tanto tempo chiusa ed inutilizzata si rianimava, con le belle cene che lei faceva.
Se c'era una cena in programma, i lavori iniziavano una settimana prima, lavando tutte le foglie del lampadario, lucidando mobili, soprammobili, tirando a cera il pavimento di marmo...la Marisa chiamata Maria vi ricordate, la nostra meravigliosa aiutante che viveva in casa con noi e dormiva in camera con me, aveva un bel da fare per tanti giorni.
Ma al mangiare ci pensavano la mamma e la nonna Beppina che cucinavano con tanta passione.
Dopo una settimana di lavori, quando tutto era pronto e la mamma tirava fuori le sue belle tovaglie di "bisso" ricamate o di lino, io mi incantavo e dicevo...
"Mamma scusa ma quando sarai vecchia e vai in cielo, posso averle io queste belle tovaglie?"
Lei rideva e mi diceva "Certo amore, sei la mia unica bambina, quello che è mio sarà tuo!"
...io mi guardavo intorno e facendo forse già un inventario di quelle belle cose, pensavo che ero molto contenta di essere figlia unica perché altrimenti non avrei saputo quale toovaglia scegliere, mi piacevano tutte! ah ah ah si sa i figli unici sono un po' egoisti, non sanno dividere, ed io incosapevolmente lo ero.
Questa però è una parentesi, perché stavamo parlando delle cene a casa mia e volevo raccontarvi di una in particolare.
Quella sera era tutto pronto, la stanza perfetta, la mamma perfetta, io vestita bene, il babbo elegante...e cominciarono ad arrivare amiche ed amici del babbo e della mamma...io unica bambina...sempre con i grandi, avevo il permesso di stare con loro e mi sentivo importante, anzi, mi sarebbe molto piaciuto rendermi utile.
Gironzolavo, mentre i grandi parlavano, loro mi facevano i complimenti ed io mi sentivo a mio agio.
Due amiche della mamma stavano parlando tra loro con lei ed una disse "Ma non è arrivata La Bella Otero?"...l'altra rise ed io pensai che questa signora "Otero" che stavano aspettando dovesse essere molto bella e simpatica perché avevano riso tutte e 3 ricordandola...
 Decisi che sarebbe stato  molto gentile da parte mia andare ad aspettarla in corridoio e poi accompagnarla dalle sue amiche che la consideravano così simpatica ...che già ridevano nel parlarne.
Quando sentii suonare il campanello corsi ad aprire insieme alla Maria...mi vidi davanti una coppia un po' buffa, lui piccolo e grasso e lei alta e bionda....io li salutai educatamente e mi avviai verso la sala da pranzo.
La mamma e le sue amiche che stavano bevendo qualcosa nell'attesa del pranzo, ci vennero incontro sorridenti...io che volevo fare bella figura dissi:
"Signora Bella Otero...la mamma e le sue amiche la stavano aspettando!"
Ad un amica cadde il bicchiere di mano l'altra impallidì...e la mamma mi prese per un braccio e mi scaraventò in cucina con 2 occhi  minacciosi...io non ci capivo nulla!
Ero stata così educata da accompagnare la signora Bella Otero dalla mamma e mi stavano tutti guardando con occhi fuori dalle orbite.
Sentii sbraitare e la Maria mi disse che il basso e la bionda erano andati via, la nonna prima che arrivassero il babbo e la mamma a brontolarmi,  mi portò in camera mia....io non capivo cosa avevo fatto di male, ma la nonna Beppina  si chiuse in camera con me e con aria divertita e da cospiratrice mi disse "Brava Patrizina, ti hanno brontolato ah ah , ma senza saperlo hai fatto loro un favore...quella signora, non piace a nessuno !!!"
Non ricordo cosa risposi alla nonna, ma ricordo bene che pensai che i GRANDI erano troppo complicati...se non piaceva a nessuno perché l'avevano invitata e perché mi avevano brontolato???
A me sinceramente quella signora Bella Otero era anche piaciuta, così truccata e colorata, mi era sembrata molto allegra...e senza saperlo avevo colto in pieno...dice che era MOOOOOLTO ALLEGRA, anche troppo ah ah ah
Buona domenica ....in SANA ALLEGRIA ah ah , dalla vostra nonna Pat ♥

giovedì 24 agosto 2017

A grande richiesta ...LA NONNA BEPPINA !!! (prima puntata)

Da quando ho iniziato il mio blog raccontando di ricette delle mie nonne, ed anche di loro,
la nonna Beppina si è presa la scena...ed è diventata la protagonista assoluta dei miei racconti !!!

La nonna Olimpia era molto dolce e riservata, mi piacevano tantissimo la sua dolcezza e mitezza, che era abituata ad usare per "portare il buon per la pace " avendo 3 figli maschi...ed era così schiva che non avrebbe piacere che raccontassi tanto di lei..diceva.:
" Ricorda sempre la modestia è la virtù del cuore "  ed ho deciso che il dolce ricordo di lei lo terrò
al sicuro nel mio cuore !!!

La Beppina invece non passava inosservata, infatti oggi scrivo di lei perché me lo avete chiesto e lei egocentrica come era, ne sarebbe stata felice! ah ah
Essere raccontata su un blog, che roba è ??? ...mi pare di vederla ridere ...

A lei piaceva tanto ridere, mangiare bene ed andare al cinematografo (si chiamava cosi il cinema).
Lei il detto "il buon per la pace"e la "modestia " non sapeva cosa fosse, era molto decisa, voleva sempre ragione, e diventava permalosa se la contrariavano.

Aveva 2 figli, mia madre e mio zio, non faceva parzialità, diceva apertamente che i suoi figli erano sprecati per sua nuora e suo genero!!!
Non gli piacevano nessuno dei 2...punto...li sopportava, ma lo faceva capire apertamente.
Mio padre perché era troppo "piacione" con le donne, mia zia perché era troppo bassa in confronto al belloccio di mio zio!!!
Me e mio cugino ci adorava, ma non faceva mistero neppure con noi, che i nostri genitori non erano i suoi preferiti!

"Ehhh - diceva - se la tua mamma mi avesse dato retta ed avesse sposato quel bel dottore che le stava dietro, sarebbe stata più fortunata!"
"Nonna ma che dici, io non sarei mai nata!!! "
"Macchè saresti nata lo stesso, magari invece di essere il ritratto del tuo babbo, saresti assomigliata al dottore!!! "
Non c'era verso farle capire che era impossibile....il DNA..non lo avevano ancora scoperto, ma lei anche se ci fosse già stato, voleva ragione ed era anche convinta !!!

Comunque con il babbo si comportava bene, lui lo sapeva che non gli voleva un bene dell'anima, ma pur continuando a darsi del Lei per tutta la vita...c'era un buon rapporto...e quando il giovedì lei arrivava, lui cercava di farla contenta chiedendole qualche "mangiarino" buono.

Diceva di essere stata molto bella da giovane, che tutti erano innamorati di lei, e che quando passava per la strada, era alta 1,60 circa, diceva che la chiamavano " LA BERSAGLIERA"...io replicavo:
"Ma dai nonna ...sei bassina, forse ti chiamavano così perché hai un aria di comandona ah ah""

"Stai zitta al tuo nonno Baldo (Garibaldo per l'esattezza) gli ho fatto allungare il collo!
(modo per dire: mi sono fatta desiderare)...perché ricorda l'uomo è cacciatore, ma non bisogna dirgli subito di sì...gli va fatto allungare il collo" ah ah

Non basta una pagina per parlare di lei ...ERA UNICA !!! ....vi aspetto per le prossime puntate ..

da sn: mia mamma, LA NONNA BEPPINA, sua nuora, mio zio e mio babbo..

Passeggiata di VIareggio, prima della mia nascita.
(Mio padre mostra, come segno di rinascita dopo-guerra, un biglietto da lire 1000.credo !!
le famose 1000 lire al mese)
 Vostra Pat

domenica 6 agosto 2017

Una sola automobile in tutta la nostra via.

La via dove abitavo era molto lunga andava fino al Lungarno, ma quando ero bambina l'unica automobile parcheggiata era quella del babbo.
Avere l'automobile negli anni '50 era da ricchi ed io credevo che noi lo fossimo, perché i babbi delle mie amiche avevano la bicicletta con la canna, dove facevano salire la moglie per portarla a spasso.
Mio babbo aveva preso la patente da giovane perché gli davano l'automobile per viaggiare nella ditta dove iniziò a lavorare, poi ne comprò una propria e la sera incatenava il volano, perché aveva paura che gliela rubassero.
una delle nostre gite domenicali in auto
Anche la mamma aveva la patente ma il babbo la faceva guidare solo se c'era lui...donne con la patente si contavano sulle dita in quel periodo.
La domenica pomeriggio se il babbo non si era alzato presto per andare a caccia, ci portava a giro in macchina ed era un evento per uscire tutti e 3 vestiti bene.
Se era autunno o inverno il babbo indossava il cappotto (allora chiamato "paltò") di pelo di cammello ed il Borsalino marrone...aveva una collezione di cappelli Borsalino, ne era appassionato, poi oltre che andare di moda, lui era pelato e doveva per forza pararsi la "pelata" dal freddo.
Anche io e la mamma avevamo il paltò...io o blu o saleepepe ma sempre doppiopetto con colletto, bottoni e polsi di velluto, la mamma me la ricordo con vari completi ma a me piaceva tanto con quell'abito grigio, con la giacca a 3/4 coordinata e collettino di astrakan nero, stringate col tacco alto in camoscio nero.
Spesso mi vestiva con lo scozzese, che era tanto di moda (come lo sarà questo inverno, ma di questo vi parleremo nel BLOG DI MINIMODA )..."Tutto ritorna nella moda" diceva il babbo "ma le cose di classe non passano mai!"

io e la mamma, con il suo completo che preferivo!
Tornando alle nostre gite domenicali, tutti questi completi che vi ho descritto servivano solo per fare una girata verso Fiesole, fermarsi a mangiare un dolcino, rifare il percorso attraverso il bosco, che il babbo amava tanto e tornare a casa....ora basterebbe indossare una comoda tuta e scarpe da giinnastica, ma allora....per uscire ci si "RIVESTIVA"
"Questo vestito serve per rivestirsi" diceva la nonna Olimpia, quando io, mi volevo vestire bene "Chi è bello sempre non è bello mai!" diceva la nonna Beppina, quando di nascosto mi mettevo il mio vestito preferito.
Se il babbo era stato a caccia il pomeriggio dormiva, allora la mamma e la nonna Beppina, mi portavano in centro a Firenze in carrozza.
Vicino a casa della Beppina c'erano dei "fiacchierai" tipo i tassisti di oggi, ma invece di guidare il taxi, guidavano le carrozzelle, famose a Firenze anche adesso, ma solo per gite turistiche.
La Beppina arrivava in carrozza, tutta impettita e contenta di andare in centro a prendere un thé con me e la mamma. Io appena arrivava davanti a casa a prenderci, mi guardavo intorno per vedere chi c'era alle finestre a vederci partire...ma quanto sarò stata vanesia!
In carrozza con la mamma e la nonna, direzione Piazza della Repubblica...al famoso
"Caffè Paskowsky"...la mia domenica pomeriggio preferita!
Già pregustavo la mia cioccolata in tazza con le lingue di gatto inzuppate, mentre loro avrebbero preso un the parlando, di tante cose che a me piaceva molto ascoltare, oppure se era primavera...si sarebbe state a sedere al tavolino fuori dal Caffè ascoltando le canzoni dell'epoca.
Scrivendo tanti dei miei ricordi, mi rendo conto che ho vissuto molto con i grandi, non avendo fratelli, ma io con i grandi ci stavo molto volentieri, mi sentivo grande anch'io e molto amata, perché sempre al centro dell'attenzione!
Avevo i  miei genitori ,4 nonni stupendi,2 coppie di zii senza figli in quel periodo, che stravedevano per me....chi stava meglio di me...cosa mi poteva succedere...con tante persone che mi volevano così bene!
Peccato che  3 di loro se ne andarono in 3 anni....i miei 2 meravigliosi nonni ..
..e LEI che porto via con se' i 9 anni piu'belli che una bambina potesse desiderare !

Buona domenica con la vostra nonna Pat....
vi prometto che il racconto di domenica prossima sara' allegro baci♥

domenica 30 luglio 2017

Ogni stanza, un ricordo...ogni ricordo, una storia !!!

Vi ho parlato della mia casa dell'infanzia la scorsa settimana ( IN QUESTO POST QUI )...ogni stanza ogni angolo di quella casa ha lasciato un ricordo indelebile nella mia mente...il meno bello, ma anche il più dettagliato, è il ricordo del ripostiglio che era accanto alla porta d'ingresso subito a sinistra accanto all'attaccapanni e la cappelliera.
Se ripenso al fumo delle sigarette che il nonno Baldo si fumava tranquillamente in mia presenza....all'umido  che incorporavo tutti i giovedì in cantina con il nonno Oreste...ed a quanto tempo ho trascorso in castigo nel ripostiglio...comincio a spiegarmi anche perché sono sempre stata debole di bronchi ah ah ah
Certo mi portavano anche al mare, ma con il costume di lana sicuramente facevo delle belle sudate..ora capisco tante cose della mia salute...peccato le persone di cui scrivo sono tutte morte , altrimeni dovrei chiedere un risarcimento per i danni subiti ah ah ah
Tornando al ripostiglio, tutte le volte che ne combinavo una, cioè spesso, secondo il punto di vista della mamma, mi metteva nel ripostiglio al buio!
Io non ero certo tonta da stare lì al buio, perciò dopo un po' accendevo la luce e la spengevo appena sentivo i passi della mamma che si avvicinava per controllare che stessi al buio.
Mentre ero nel ripostiglio, passavo in rassegna ogni cosa che era in quel "bugigattolo" senza finestre...mi ricordo sopratutto l'odore delle cartucce del babbo...il puzzo di sugna con cui puliva  i suoi stivali da caccia, e l'odore di cera da scarpe, che emanavano le spazzole con cui il babbo puliva accuratamente tutte le scarpe che possedeva.!
Era una sua passione...prima sgrassare e poi lucidare ogni paio di scarpe ci stava anche un'ora sul terrazzo del giardino a lucidare le scarpe, diceva che se uno aveva le scarpe sporche, per lui perdeva punti...anche quando in ditta cercava del nuovo personale, la prima cosa che faceva era guardare se chi aveva davanti avesse le scarpe pulite!!!
Potrei fare un inventario accuratissimo del ripostiglio...scope, cenci per spolverare, pane secco per fare la pappa al cane...però mancava uno sgabello per mettermi seduta e a volte mi sedevo in terra sulle mattonelle rosse lucidate di cera rossa e poiché mi sporcavo...poi mi sgridavano anche per quello!
...qui non ero in castigo nel ripostiglio, ma a giudicare dalla faccia,
 forse ero in castigo in giardino!!!
Quando sentivo suonare il campanello vicino all'ora di pranzo, tiravo un sospiro di sollievo ...era il babbo che tornava "Ciao Marisa, dove è la bambina?" e la mamma "Indovina dove è?...mi ha fatto arrabbiare!"
Allora lui prima si dirigeva verso la cucina e guardava dietro la porta, perché a volte la mamma mi metteva in castigo dietro la porta di cucina "Ferma e zitta finché non torna il babbo" diceva...ma se ero nel ripostiglio...dovevo averla combinata ancora più grossa!
Il babbo non trovandomi dietro alla porta arrivava spedito nel ripostiglio, dove io avevo nuovamente spento la luce, e con una faccia burbera, ma che gli scappava da ridere, mi faceva l'occhiolino e faceva finta di brontolarmi...ed intanto mi liberava....ed ecco forse perché sono un po' claustrofobica!...bravi sì, proprio bravi il mio babbino e la mia mammina...io i miei bambini non li ho mai messi in castigo, ma quando ero piccola io andava di moda ...anche a scuola chi sbagliava andava dietro la lavagna o prendeva botte sulle mani.
io nella fila centrale, accanto alla maestra
A me non è mai capitato a scuola mi mettevo sempre nel primo banco e forse ero un po' "furbina " perché sono sempre stata la coccolina della maestra...la mia maestra adorata Flora Cavallo Falqui ... dopo la morte della mamma mi prese sotto la sua ala e mi portò con tanto amore verso le medie, dove non trovai mai più una seconda mamma come era stata lei per me negli anni difficili delle elementari, ma come vi racconterò in seguito trovai una Strega...ma si sa come in tutte le favole dove c'è una bambina orfana c'è sempre anche una Strega...vedi Cenerentola, Biancaneve & company...altrimenti come fa una nonna come me a raccontare la storia  ah ah ah
....prima del "tutti vissero felici e contenti"....c'è ancora tanto tempo !!!.

Buona domenica con la vostra nonna Cantastorie Pat <3 <3
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